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ricotta con latte di mandorla

Dulcis in fundo

Tiramisù con crema di mela e ricotta, per tenerci strette le cose che abbiamo

Appartengo alla categoria di coloro che non mangiano a quattro palmenti nei buffet e che tutti guardano straniti quando si cerca di spiegare cosa sono le intolleranze.

C’è chi fa mille domande come se avesse davanti un marziano e confonde il lattosio con le uova (“Ma allora anche la frittata ti dà problemi?”) oppure chi si addolora per la mia vita tristissima e in fondo al cuore è felice di averla scampata (“Poverina, non so come fai a vivere senza formaggio e senza pizza. Io probabilmente sarei già impazzito”), infine – i miei preferiti – chi azzarda teorie strampalate e si perde per strada (“Sei celiaca per scelta? Anche il mio vicino di casa, sai, è vegano”).

Ci sono momenti in cui mi diverto a sentire questi sproloqui, altri in cui l’insistenza e il finto compatimento mi infastidiscono davvero, perché so quanto ho sofferto e quanti sacrifici ho dovuto fare per abituarmi, da grande, ad una serie di cambiamenti radicali nella mia alimentazione. A volte, semplicemente, sto zitta e dico che non ho fame.

In cucina servono soprattutto fantasia e voglia di sperimentare. Potrei obiettare che molti non-intolleranti non cucinano affatto, mangiano malissimo e arraffano al supermercato tutte le confezioni di cibo pronto che trovano – ne conosco diversi – , ma non porterebbe a niente.

Ho trovato un equilibrio e penso che in futuro non solleverò più la mia questione personale. Cucinerò piatti rivisti e corretti per me, orgogliosa del bene che mi faccio, e se capiterà, per chi avrà voglia di guardare un po’ più lontano.

In questo autunno sospeso e incerto in cui si procede a piccolissimi passi e spesso si ha l’impressione di camminare in tondo, nella cucina del Girasole serviva un dolce,  ed ecco il tiramisù crema di mela e ricotta. Anche se le cose non sono più come prima, possiamo essere grati di quello che è rimasto e tenerlo più stretto, proprio vicino al cuore. La ricetta è tratta dalla rivista distribuita dai supermercati Naturasì, ed è buonissima! 

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Amicizia e piccole soddisfazioni/ Ispirazioni/ Piatti unici/ Primi piatti

Storia delle mie tre vite – Crepes di grano saraceno con borragine e ricotta al latte di mandorla

In questi sei mesi di dieta ho dovuto reinventarmi per la seconda volta un regime alimentare che rispettasse le intolleranze alimentari al lattosio e al glutine. Se faccio i conti, sono alla terza vita alimentare (ma speriamo di non doverne avere 7 come i gatti): onnivora, poi senza lattosio, infine senza glutine. Tralascio il mal di pancia e i dolori che hanno costellato i passaggi da una fase all’altra.

Come vi scrivevo in un post di qualche mese fa, ho preso di petto la situazione e ho messo tutto il mio impegno per non considerarla un limite. Ci sono stati esperimenti fallimentari – ad esempio non sono riuscita a ricreare una pizza decente e nemmeno somigliante a quella vera – e altri tentativi di successo, come gli gnocchi con la farina di riso, davvero deliziosi. Ormai Luca è un esperto panificatore e il pane senza glutine con i semi di finocchio non ha niente da invidiare all’originale. La nostra macchina del pane si chiama Cesarina ed è la nostra fida aiutante per sfornare pagnotte gustose.

Tra pochi giorni dovrei tentare un cauto ritorno introducendo una piccola quantità di glutine: ci credete che sono in ansia per i risultati e ho paura di fare un passo falso? La gluten sensitivity non se ne andrà e preferisco camminare lentamente.

Veniamo alla ricetta di oggi, frutto di vari rimaneggiamenti e ispirazioni. Ho adattato la versione delle crepes con il grano saraceno del corso di cucina naturale frequentato anni fa e mi sono ispirata anche alla ricetta sul sito della Galbani. In più, ho riempito le crepes con della borragine che avevo nel congelatore e soprattutto la meravigliosa ricotta senza lattosio di Welda del blog “Cioccolato e Liquirizia”

https://cioccolatoeliquirizia.it/2019/08/24/ricotta-con-latte-di-mandorle/

Sfido chiunque non sia intollerante a provare la ricetta e a dirmi se mangiando queste crepes si è sottoposto a un gran sacrificio…il sacrificio sarà pensare che le crepes sono terminate, e si dovrà aspettare il prossimo giro.

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