Browsing Tag:

Primi piatti

Primi piatti

Il senso del Girasole per il blog – Tortiglioni con pesto di finocchi ai due pomodori

Non sono una foodblogger famosa e non ho seguito corsi per richiamare più lettori, quindi capita che io pubblichi dei piatti preparati qualche mese fa, quando il tempo libero e la fantasia me lo permettono.

Ci sono molte “colleghe” che lavorano in proprio con il loro blog e spesso hanno spazi virtuali bellissimi da cui traggo continua ispirazione – ma che talvolta, ahimè, sono così spocchiose da non rispondere nemmeno a un commento gentile!

Io non riuscirei a insegnare, a seguire il blog cucinando ogni giorno cibi perfetti da postare in rete, e magari a fare anche un salto a qualche showcooking… Mi basta il mio spazio tranquillo per divertirmi e sperimentare. Se poi un giorno capitasse di avviare una collaborazione con un’azienda, sarei davvero felice (e risponderei a tutti i commenti…)

Tornando alla ricetta: credevo che la brutta stagione fosse terminata, ma a guardare fuori dalla finestra non sembra proprio, ripropongo una pasta con un sughetto veloce e goloso a base di finocchi e pomodori secchi. Risale al finire dell’inverno, anche se non guasta riportarla in tavola con questo tempo uggioso.


Continue Reading…

Ispirazioni/ Primi piatti

Gnocchi alla romana in rosa

Gli gnocchi alla romana sono un piatto familiare che ha accompagnato la mia infanzia e che tuttora mia mamma prepara con grande bravura.

Complice una trasmissione in TV, lo scorso anno ho sperimentato una nuova ricetta degli stessi gnocchi alla romana di casa, ma in rosa, ovvero con le rape rosse. Ho provato più volte a fotografarli e il risultato era così poco fotogenico che ho preferito rinunciare a postarli sul blog. Intanto, visto che sono piaciuti molto, avevo anche una scusa per cucinarli nuovamente!

Nel frattempo siamo stati a pranzo in un agriturismo fantastico e tra le varie portate abbiamo assaggiato un pecorino di capra “senza parole”.

Il colpo di fulmine è scattato poi scoprendo che al mercato contadino ci sono i produttori del suddetto formaggio sublime e di un grana di capra stagionato un anno che non sto a raccontarvi perché dovreste solo provarlo per capire. In un angolino della mia testa qualcosa ha fatto “click”: dovevo assolutamente apportare un’ulteriore modifica agli gnocchi, dar loro una forma regolare e chiedere a Luca di immortalarli.

Qui, il link dell’agriturismo e un articolo di giornale.

http://www.asslapecoranera.it/eno/index.php

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2014/02/07/news/l-idraulico-che-alleva-le-capre-1.8625937?refresh_ce

A proposito del risultato degli gnocchi alla romana…Obiettivo raggiunto – sapore squisito e colore bellissimo!

Un’ultima nota prima di passare alla ricetta: se non trovate il grana di capra, ingrediente non facilissimo da reperire, potete sostituirlo con un buon pecorino dolce o stagionato a seconda dei vostri gusti.

Continue Reading…

Ispirazioni/ Primi piatti

Spaghetti al Valcalepio

Accogliamo settembre con una primo piatto particolare, gli spaghetti al Valcalepio. Come forse vi ho già raccontato, non ho una vastissima biblioteca culinaria, ma trascrivo in un file le ricette che mi ispirano, le sperimento e se ci piacciono, dopo averle stampate, le custodisco in un quaderno a ganci.

Pesco qua e là dai blog, dalle riviste di cucina, e persino dai giornalini che si trovano in omaggio nei supermercati. Non posso resistere se si tratta di trovare nuovi spunti per la cucina del Girasole!

Ecco, la ricetta di oggi viene proprio dal giornalino di un discount, con le nostre immancabili modifiche…e un altro piatto è pronto per essere riposto nel quaderno a ganci.

Prima di passare alla ricetta e all’abbinamento con il vino scelto da Luca, vi lascio anche i link del pecorino di Pienza e dell’olio che abbiamo utilizzato per realizzarla.

http://www.caseificiocugusi.it

http://www.oliosalvagno.com

Vino consigliato: qui l’abbinamento si fa ovvio…Valcalepio Rosso DOC 2014 – Cantina Bergamasca. Un vino di buon corpo, che conferma la preponderanza della componente fruttata, con equilibrati sentori di vaniglia derivanti dall’affinamento in botte grande di legno.

Continue Reading…

Primi piatti

I piatti che verranno – PENNE CON CARDI, ACCIUGHE E BRICIOLE

Le ricette a volte rimangono nascoste per anni in attesa di essere sperimentate. Di tanto in tanto sfoglio qualche vecchio giornale o rivedo il file nel quale ho messo i piatti che verranno, tanto prima o poi l’occasione arriva!

I cardi a Mantova sembrano materia prima introvabile. Non li ho mai visti al supermercato, né al mercato contadino. Li coltivò mia nonna nell’orto per alcuni anni, poi smise e da allora mi è rimasta la voglia di assaggiarli di nuovo.

Durante la nostra trasferta piemontese a gennaio li abbiamo trovati e finalmente le penne con cardi, acciughe e briciole di pane grattugiato sono diventati realtà. Nota bene, i cardi mi sono sembrati buonissimi anche solo lessati – varrebbe la pena cucinarli più spesso avendoli a disposizione. Chissà che nei prossimi anni dopo il mini-giardino non mi venga in mente un piccolo orto…

Continue Reading…

Primi piatti

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE e alberi rosso fuoco

Nelle limpide giornate di ottobre, venendo dalla Radetzkystrasse si può vedere, accanto allo Stadttheater, un gruppo di alberi nel sole. Il primo albero, che si erge davanti a quei ciliegi rosso cupo che non danno frutti, è così fiammeggiante di colori autunnali, è una macchia d’oro così smisurata da sembrare una fiaccola lasciata cadere da un angelo. E ora che arde, né il vento d’autunno, né il gelo riusciranno a spegnerlo.”

(Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno)

Ho voluto iniziare il post con queste righe tratte da un bellissimo racconto di una scrittrice austriaca perché mi sembra che racchiudano l’essenza delle atmosfere autunnali. E poi aggiungo anche la foto dell’albero dietro la mia scuola, che non smette di incantarmi e che ho intenzione di mostrare ai miei studenti mentre impareremo “le parole dell’autunno” in inglese nei prossimi giorni… Non è già un piccolo mondo perfetto se si hanno un libro capace di emozionarci sulla poltrona del salotto, alberi fiammeggianti e un piatto buono come questo risotto ai funghi e nocciole a riscaldare la tavola in cucina? 

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE

Ingredienti per 2 persone

180 g di riso Vialone nano

100 g di funghi freschi (pioppini e finferli)

60 g di nocciole

600 ml di brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla

olio evo

un ciuffo di prezzemolo

uno spicchio d’aglio

uno scalogno

parmigiano

sale un cucchiaino di burro chiarificato, naturalmente privo di lattosio

Per ottenere un buon risotto con funghi e nocciole, cominciate proprio da queste ultime.

Sgusciate le nocciole e tritatele non troppo finemente, perché sarà piacevole sentirne la consistenza croccante nel risotto.

Tostate leggermente le nocciole in un pentolino.

Pulite i funghi sciacquandoli con cura sotto l’acqua corrente e togliendo i residui di terra.

Asciugate i funghi con un panno e tritateli con la mezzaluna.

Scaldate l’olio evo in una padella con uno spicchio d’aglio, che toglierete appena l’olio sarà caldo. Versate i funghi nella padella e passateli fino a che non saranno cotti. Insaporite con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Preparate l’acqua con il sedano, la carota e la cipolla e portate ad ebollizione, così da ottenere un brodo vegetale leggero.

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in olio evo.

Versate il riso, tostatelo e coprite con il brodo ben caldo. A metà cottura unite i funghi.

Aggiungete il brodo a poco a poco fino alla completa cottura. Unite le nocciole, avendo cura di tenerne da parte un po’ per l’impiattamento finale.

Mantecate con il parmigiano e il cucchiaino di burro e fate riposare per qualche minuto.

Servite il risotto con funghi e nocciole ben caldo, decorando con la granella di nocciole rimasta.

Vino consigliato: Sicilia D.O.C. rosso “Sedàra” 2014 – Donnafugata

Per questo piatto abbiamo scelto un rosso che unisce alla facilità di beva e di abbinamento una personalità ben delineata. Il vino si presenta di un bel rosso rubino carico, con qualche accenno di granato sull’unghia, nonostante una permanenza di ormai due anni in bottiglia. Al naso è piuttosto intenso, con piccoli frutti rossi e marmellata di prugne in evidenza. In bocca conferma un buon equilibrio, con note di spezie su di un fondo prevalente di frutti rossi, una buona acidità e tannini presenti, ma morbidi. Sufficiente persistenza, con retrogusto piacevolmente amarognolo.

Ispirazioni/ Primi piatti

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO prima che le foglie cadano

In questi giorni si fanno preparativi per l’autunno.

La scuola è ripartita con grande entusiasmo.

Ho cucinato la prima zuppa della stagione.

Siamo stati impegnati a togliere vecchie piante, ripulire la terra dalle onnipresenti erbacce e a piantare bulbi nel nostro minigiardino. Ne ho comprati a un banchetto durante il Festivaletteratura, e ho dovuto trattenermi per non comprare tutto… Ecco il sito

https://insolitogiardino.wordpress.com/

Quest’oggi avevamo anche progettato di andare alla Fiera delle Piante e Animali Perduti di Guastalla, evento che seguiamo ormai da qualche anno, ma il temporale ci ha fatto cambiare idea.

In tutto ciò, vi posto una ricetta che non è per niente autunnale, ma ricorda il calore del sole prima che le foglie cadano.

Si tratta di un piccolo omaggio alla Toscana, una terra che amiamo molto, rivisitato con un tocco personale della sottoscritta: pappa al pomodoro con gelato alla salvia e bergamotto.

Ho accostato il sapore della pappa al pomodoro calda con quello fresco e gustoso del gelato. Io ho acquistato il gelato in una gelateria di Mantova che offre anche gusti senza latte, ma credo non sia un’impresa impossibile realizzarlo in casa.

L’abbinamento è particolare, ma siamo rimasti colpiti positivamente!

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO

Ingredienti per 4 persone

5 fette di pane toscano (circa 300 g)

800 g di pomodori da sugo

abbondante basilico

brodo vegetale

olio evo

un cucchiaino di zucchero

sale

circa 200 g di gelato alla salvia e bergamotto

Per preparare la pappa al pomodoro, procuratevi una cipolla, tre carote e un bel gambo di sedano. Lasciate bollire per almeno un’oretta e nel frattempo dedicatevi ai pomodori.

Dato che colpevolmente non possiedo un passaverdure, io ho sbucciato i pomodori e ho tolto i semi a mano prima di sbollentarli per una decina di minuti. Con il passaverdure non avrete bisogno di pazienza certosina e potrete saltare il passaggio della pulitura manuale!

Riducete il pane in pezzi abbastanza grandi e ponetelo in una pentola, possibilmente di coccio, nella quale avrete fatto soffriggere l’olio extravergine e uno spicchio d’aglio. Ricoprite immediatamente con un paio di mestoli di brodo. Unite i pomodori schiacciati, mescolate e versate altro brodo.

Aggiungete un cucchiaino di zucchero per togliere acidità ai pomodori e salate. Durante la cottura unite le foglie di basilico.

Lasciate cuocere per almeno quaranta minuti a fuoco dolce, e alla fine condite con un filo d’olio a crudo. Potete servire la pappa al pomodoro calda o a temperatura ambiente, nel nostro caso l’abbiamo gustata calda per creare un piacevole contrasto con il gelato alla salvia e bergamotto.

Vino consigliato: Ravenna IGT Centesimino “La Sabbiona” 2015

Vino dal colore rubino carico, naso intenso, carico di piccoli frutti rossi, ma con una sottile vena aromatica. Caldo per l’elevato grado alcolico, ma armonico in bocca anche grazie alla presenza di tannini evidenti, anche se ormai ingentiliti dalla permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino piacevole, corposo ma arrotondato, ideale per controbilanciare la naturale acidità di una pietanza a base di pomodoro.

Primi piatti

PAPPARDELLE PROFUMATE AL CEDRO e febbre da palcoscenico

La lontananza dal blog questa volta si spiega nella seconda parte del titolo di oggi: pappardelle profumate al cedro, ma cosa c’entra la febbre da palcoscenico?

Vi avevo forse parlato del corso di teatro a cui mi sono iscritta lo scorso ottobre. Nella mia piccola città fortunatamente, resistono tre sale cinematografiche e diverse compagnie amatoriali, una delle quali di tradizione ormai storica.

L’Accademia Campogalliani ha compiuto 70 anni nel 2016 e con grande curiosità mi sono accostata al mondo meraviglioso del teatro. Sarà per la bravura degli insegnanti, o perché covavo il desiderio di un corso serio dopo una breve esperienza di lettura espressiva, ma posso garantirvi che è stato amore a prima vista.  

L’esperienza si è conclusa con il saggio finale: tre giorni di repliche il 19, 20 e 21 maggio e una quantità indescrivibile di adrenalina in corpo! Ho vissuto momenti di scoraggiamento prima del debutto, quando dopo infinite prove mi sembrava di non aver raggiunto alcun risultato, ma alla fine sono riuscita a trovare il ritmo insieme agli altri attori e sono partita! Il teatro è un lavoro di sinergia in cui l’entusiasmo della compagnia e il sostegno reciproco sono fondamentali – si condividono emozioni intense, sguardi senza parole, la gioia di avercela fatta…e anche una bella cena tutti insieme al termine dello spettacolo!

Che dirvi? Non vedo l’ora che arrivi di nuovo ottobre per iniziare il secondo anno!

In tutto questo, se il blog potesse parlare protesterebbe a gran voce per lo stato di abbandono in cui versa da più di un mese, e sono qui per rimediare e riportarlo agli antichi splendori.

Vi lascio una ricetta leggera leggera per mangiare bene anche con il gran caldo delle ultime settimane. Ingredienti per 2 persone

120 g di pappardelle senza uova

un hg di prosciutto cotto

un bicchiere di latte di soia

un cedro o un limone bio della Costiera Amalfitana

Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi

sale

Per prima cosa, la preparazione delle pappardelle profumate al cedro richiede di mettere a bagno questo agrume poiché dovrete usarne la buccia.

Passate al minipimer il prosciutto tritato con il succo di mezzo cedro e un cucchiaio di latte di soia. Aggiustate di sale e versate la crema ottenuta in una padella con il resto del latte.

Mescolate e fate addensare, aggiungendo la scorza di cedro grattugiata e ridotta a fili sottili con l’aiuto di un rigalimoni non appena il sugo avrà raggiunto una certa consistenza.

Cuocete le pappardelle in acqua salata e versatele in una zuppiera che avrete posto per qualche minuto sulla pentola con l’acqua in ebollizione per riscaldarla. Mescolate bene per amalgamare il sugo e servite con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Primi piatti

RISOTTO ALLE RAPE ROSSE

Non festeggeremo San Valentino perché, come forse sapete già, non siamo grandi fan di questa ricorrenza.

Il risotto alle rape rosse, con il suo bel colore che ricorda la passione e i tanti cuori che punteggiano le vetrine dei negozi, è comunque il mio modo per dire a Luca “Sono qui per te ogni giorno”.

RISOTTO ALLE RAPE ROSSE

Ingredienti per 2 persone

160 g di riso Carnaroli

mezzo litro di brodo vegetale preparato con sedano, carota e cipolla

una rapa rossa grande

100 g di formaggio di riso spalmabile (per me Strachicco)

un pizzico di curcuma

uno scalogno

un ciuffo di prezzemolo

olio evo

una manciata di parmigiano

sale

Sbucciate la rapa, tagliatela in quattro parti e cuocetela in acqua bollente.

Preparate il brodo vegetale con le verdure.

Passate la rapa al minipimer con un po’ della sua acqua di cottura e un filo d’olio, ottenendo una crema.

Soffriggete lo scalogno e tostatevi il riso.

Aggiungete il brodo vegetale e a metà cottura anche la crema di rapa. Insaporite con sale e curcuma.

A cottura quasi ultimata mantecate con il formaggio di riso e una manciata di parmigiano.

Lasciate riposare per qualche minuto e servite con foglioline di prezzemolo tagliate con le forbici.

Primi piatti

CECI E LINGUINE comfort food

Nei primi pensieri che avevo formulato per questo nuovo anno non vi era certo spazio per notizie tanto tristi come quelle che ci è toccato in sorte di sentire nelle ultime settimane.

Ho cucinato molto, come sempre accade in momenti difficili – come una sfida per contrastare la perdita e la sfortuna, anche se la mia sfida serve effettivamente a poco e non spiega l’abbattersi cieco del destino. Il pensiero però è tutto lì e mi convince a non lamentarmi se qualcosa di piccolo nella mia vita va storto. E’ una lezione di rispetto e dignità di cui fare tesoro, ma vorrei averla imparata senza che le mie orecchie avessero scontrarsi con parole di tristezza.

CECI E LINGUINE comfort food

Ingredienti per 2 persone

150 g di linguine o tonnarelli

100 g di ceci secchi

tre acciughe

una cipolla piccola

tre foglie di alloro

tre rametti di rosmarino

olio evo

sale

Mettete a bagno i ceci per una notte, e il giorno dopo cuoceteli in acqua bollente con un rametto di rosmarino e una foglia di alloro. Io non ho la pentola a pressione e per la cottura dei ceci ho calcolato un’ora e mezza circa.

Scolate i ceci tenendo da parte l’acqua di cottura.

Preparate un brodo vegetale con sedano e carota.

Tritate una cipolla e fatela soffriggere in poco olio. Versate i ceci nel soffritto, aggiungete le acciughe, i rametti di rosmarino e le foglie di alloro, salate e insaporite sul fuoco per una decina di minuti.

Cuocete le linguine nel brodo vegetale e nell’acqua di cottura dei ceci, tenendone da parte un po’.

Quando le linguine sono pronte, scolatele e versatele nella padella con i ceci, allungando con un goccio di acqua di cottura. Mescolate bene e fate saltare.

Servite ceci e linguine ben caldi con un filo di olio extravergine e una foglia di alloro.

Primi piatti

ATMOSFERA DI DICEMBRE – ZUPPA DI CIPOLLE ALLA FRANCESE

Il conto alla rovescia è iniziato. Domani cominceremo nel pomeriggio a preparare tovaglia e segnaposti, con i bicchieri e i piatti scintillanti, in attesa degli ospiti. E’ il mio primo Natale da sposata e tutto ha un significato particolare!

Sono anche riuscita ad organizzarmi per tempo con l’acquisto dei regali e non dovrò correre in cerca di idee. Mi prendo una pausa per stare in famiglia nei prossimi giorni, ce n’è davvero bisogno.

Buon Natale e Buon Anno a tutti voi.

 ZUPPA DI CIPOLLE ALLA FRANCESE (Scuola di cucina)

Ingredienti per una teglia grande o 12 monoporzioni:

800 g di cipolle bionde

40 g di burro

80 g di farina

1,5 litri di brodo vegetale

100 g di gruyère

sale

fette di pane casereccio tostate

La ricetta di oggi contiene tutto ciò che io non posso mangiare. Mi auguro che voi lettori non abbiate intolleranze e possiate godervi il sapore sublime di questa zuppa. A me bastano il profumo delizioso di cipolle e burro che riempie la cucina, e letteralmente incollarmi al vetro del forno a guardare il formaggio che si scioglie…Preparo la zuppa di cipolla una volta l’anno e faccio felice chi la mangerà. Se non è amore per il cibo questo 😉

Affettate le cipolle sottilmente e stufatele con 40 g di burro fino a quando non diventeranno trasparenti.

Aggiungete la farina setacciata e cuocete per qualche minuto. Unite il brodo bollente a filo e cuocete a fuoco lento per mezz’ora – tre quarti d’ora circa, regolando di sale. Dovrà formarsi una crema.

In una teglia che possa andare in forno (oppure nelle cocottine se decidete di servire la zuppa in monoporzioni), fate uno strato di pane tostato, versate sopra la zuppa e cospargete di formaggio grattugiato. Passate a gratinare in forno per venti minuti circa e servite caldissimo.