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Ispirazioni

Antipasti e sfiziosità/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

Olive all’ascolana alla maniera del Girasole

Nell’estate del 2015, quando il blog non era ancora un blog, decidemmo di visitare l’Italia dalle Marche alla Basilicata e una delle nostre tappe fu Ascoli, città meravigliosa.

Trovammo anche uno di quei ristorantini che ti rimangono per sempre nel cuore, Nonna Nina, e al ritorno cominciai a pensare che le olive all’ascolana mi piacevano troppo per non tentare di rifarle a modo mio. Con qualche libro a disposizione e i suggerimenti del proprietario del ristorante sono nate le olive all’ascolana “alla maniera del Girasole”.

Non pretendo che queste olive somiglino all’originale (per quello dovete assolutamente visitare la città e provare le vere olive e l’ottima cucina ascolana!), ma noi le troviamo buone e ogni estate, da quattro anni, io e Luca ci prendiamo un’intera mattinata per preparare le olive. Io mi occupo del sugo, Luca snocciola e riempie, poi entro di nuovo in gioco io a impanare. L’ultimo passaggio è il più goloso, in quanto prevede l’assaggio combinato da parte della cuoca e del suo validissimo aiutante. Le altre olive sono pronte per essere messe nel congelatore e gustate ogni volta che ci sono ospiti o ci si merita qualcosa di ghiotto.

Augurandovi buon appetito se vorrete cimentarvi nella realizzazione delle olive ascolane, vi lascio anche l’indirizzo del ristorante Nonna Nina e due foto di Ascoli.

http://www.osterianonnanina.com/

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Ispirazioni/ Primi piatti

Gnocchi alla romana in rosa

Gli gnocchi alla romana sono un piatto familiare che ha accompagnato la mia infanzia e che tuttora mia mamma prepara con grande bravura.

Complice una trasmissione in TV, lo scorso anno ho sperimentato una nuova ricetta degli stessi gnocchi alla romana di casa, ma in rosa, ovvero con le rape rosse. Ho provato più volte a fotografarli e il risultato era così poco fotogenico che ho preferito rinunciare a postarli sul blog. Intanto, visto che sono piaciuti molto, avevo anche una scusa per cucinarli nuovamente!

Nel frattempo siamo stati a pranzo in un agriturismo fantastico e tra le varie portate abbiamo assaggiato un pecorino di capra “senza parole”.

Il colpo di fulmine è scattato poi scoprendo che al mercato contadino ci sono i produttori del suddetto formaggio sublime e di un grana di capra stagionato un anno che non sto a raccontarvi perché dovreste solo provarlo per capire. In un angolino della mia testa qualcosa ha fatto “click”: dovevo assolutamente apportare un’ulteriore modifica agli gnocchi, dar loro una forma regolare e chiedere a Luca di immortalarli.

Qui, il link dell’agriturismo e un articolo di giornale.

http://www.asslapecoranera.it/eno/index.php

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2014/02/07/news/l-idraulico-che-alleva-le-capre-1.8625937?refresh_ce

A proposito del risultato degli gnocchi alla romana…Obiettivo raggiunto – sapore squisito e colore bellissimo!

Un’ultima nota prima di passare alla ricetta: se non trovate il grana di capra, ingrediente non facilissimo da reperire, potete sostituirlo con un buon pecorino dolce o stagionato a seconda dei vostri gusti.

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Antipasti e sfiziosità/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

Appunti di viaggio, prima puntata – Mortadella e paccasassi

Mi piace parlare dei viaggi dopo che si sono depositati nella memoria e posso ritornare con la mente a certi luoghi e ai loro colori.

I ricordi di viaggio sono uno scialle leggero da indossare nelle sere di brezza dal mare, o una coperta calda quando l’aria si fa frizzante nel primo autunno.

Il primo capitolo delle vacanze 2018 comincia dal mare delle Marche, esattamente da Sirolo, un paesino graziosissimo e a fine giugno ancora poco affollato. Sono ancora là ad affacciarmi dal belvedere della piazza per scorgere scorci di azzurro al tramonto, a faticare per scendere alla spiaggia e a stupirmi ogni volta per il suo incanto, a passeggiare per i vicoli con un cartoccio di frittura di pesce in mano, seduta a un tavolino con le prelibatezze che queste splendide terre offrono.

La scoperta di Sirolo in fatto di cibo sono senz’altro i paccasassi. Non li avevo sentiti prima, e curiosa come sempre, ho voluto acquistarne un vasetto. Si tratta di finocchio marino che cresce sulle rocce nella Riviera del Conero e sono buonissimi! Ho seguito il suggerimento di abbinarli con la mortadella e una volta tornata a casa mi sono gustata un ottimo antipasto. Non è nemmeno una ricetta vera, ma è una gioia per il palato che prima o poi bisogna provare!

https://www.lovelyancona.it/spaccasassi-conero-rinci/


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Ispirazioni/ Primi piatti

Spaghetti al Valcalepio

Accogliamo settembre con una primo piatto particolare, gli spaghetti al Valcalepio. Come forse vi ho già raccontato, non ho una vastissima biblioteca culinaria, ma trascrivo in un file le ricette che mi ispirano, le sperimento e se ci piacciono, dopo averle stampate, le custodisco in un quaderno a ganci.

Pesco qua e là dai blog, dalle riviste di cucina, e persino dai giornalini che si trovano in omaggio nei supermercati. Non posso resistere se si tratta di trovare nuovi spunti per la cucina del Girasole!

Ecco, la ricetta di oggi viene proprio dal giornalino di un discount, con le nostre immancabili modifiche…e un altro piatto è pronto per essere riposto nel quaderno a ganci.

Prima di passare alla ricetta e all’abbinamento con il vino scelto da Luca, vi lascio anche i link del pecorino di Pienza e dell’olio che abbiamo utilizzato per realizzarla.

http://www.caseificiocugusi.it

http://www.oliosalvagno.com

Vino consigliato: qui l’abbinamento si fa ovvio…Valcalepio Rosso DOC 2014 – Cantina Bergamasca. Un vino di buon corpo, che conferma la preponderanza della componente fruttata, con equilibrati sentori di vaniglia derivanti dall’affinamento in botte grande di legno.

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Contorni e dintorni/ Ispirazioni

Insalata colorata

Manco dal blog da qualche settimana e il tempo in cucina latita, perché maggio a scuola è sempre un mese infuocato e altri impegni si sono sommati.

E’ arrivato anche un frigorifero nuovo a sostituire il vecchio che perdeva acqua, e appena troveremo un minuto libero lo decoreremo con dei bellissimi girasoli. Per ora siamo soddisfatti dell’acquisto.

Oggi posto una ricetta semplice, in parte ispirata da una proposta del ristorante nel quale ci siamo sposati – là erano previsti i ribes, noi abbiamo scelto le fragole. Questa che leggerete è la versione integrale del piatto, per me invece ho rivisitato il tutto senza formaggio e il risultato è stato soddisfacente. L’accostamento frutta-verdura si è rivelato interessante!

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Secondi piatti di pesce

Birra scura e cipolle dolci

Mi piace giocare con i titoli dei post e inserirvi qualche citazione, o un pensiero del momento.

Le ricette nascono dalla lettura di semplici istruzioni che le mani trasformeranno poi in cibo (si spera) buono, ma in cucina entrano anche tanti mondi e tante impressioni che si colgono soltanto se su quel piatto ci si può soffermare, se spuntano sguardi curiosi, se il sapore rimanda alla fantasia di chi lo ha preparato. Va da sé che prediligo le pietanze che si gustano lentamente e i commensali che mi domandano di raccontare senza fretta.

Non è un ritmo che possiamo mantenere durante la settimana e non si trova sovente l’occasione, ma appena possibile, pausa! Il mio commensale più assiduo, mio marito, sa bene tutto questo e sa che senza quel pizzico di creatività perderemmo qualcosa persino nella ricetta più elementare.

Sveliamo allora il mistero…Il titolo del post viene da un libro di John Cheever, un autore americano che conosco ma di cui non ho ancora letto la raccolta di racconti in questione. Guarda caso, nel titolo sono nascosti anche gli ingredienti dei filetti di trota alla birra e cipolle di cui sto per parlarvi.

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Secondi piatti di pesce

POLPO ALLA LUCIANA (da una suggestione ischitana)

Oggi polpo alla Luciana sulla nostra tavola!

Vi ho parlato della seconda luna di miele ad Ischia lo scorso settembre, e di quanto questa piccola isola mi abbia affascinato. Oltre che una cuoca in divenire, sono una “raccoglitrice di idee” e spesso tengo da parte quello che mi incuriosisce e lo approfondisco in seguito.

Il polpo alla Luciana, ovvero la ricetta che pubblico oggi era sul menù di un ristorante a Casamicciola e mi aveva colpito per il suo strano nome. Quella sera scelsi la pizza ma tenni da parte lo spunto…

Pensavo che Luciana fosse la cuoca che aveva dato i natali alla ricetta, invece ho scoperto che si tratta di un luogo, l’isola di Santa Lucia, presso Napoli, dove i pescatori cucinavano in modo molto semplice e gustoso quanto avevano appena pescato.

La mia Luciana è stata preparata con un polpo decongelato, e mi perdoneranno i puristi se la curiosità e l’amore per il cibo mi hanno portato lontano.

Mi riprometto di assaggiare il piatto verace sul territorio non appena avrò l’occasione di tornare a Ischia!

POLPO ALLA LUCIANA che ha nuotato fino a Mantova

Ingredienti per 2 persone

un polpo decongelato di circa 800 g

un filo d’olio evo

un pizzico di pepe

uno spicchio d’aglio tagliato a pezzetti piccoli

un pizzico di peperoncino

una manciata di olive nere con il nocciolo

pomodorini o salsa di pomodoro fatta in casa

 

Ecco la versione “nordica” per preparare il polpo alla Luciana.

Lavate più volte e con cura il polpo per togliere il sale in eccesso.

Disponetelo a testa in giù in una pentola di alluminio. Non aggiungete nulla al polpo, se non l’olio, il pepe, i pezzetti di aglio e il peperoncino.

Chiudete ermeticamente la pentola con un coperchio. Alcune ricette suggeriscono di sigillare la pentola con pellicola trasparente, io ho seguito il metodo del coperchio e non ho avuto problemi.

Fate cuocere il polpo a fuoco lento per circa trenta minuti. Vi accorgerete che a metà cottura il polpo diventerà compatto e avrà rilasciato la sua acqua.

Preparate un sugo con aglio, olio e pomodorini o salsa di pomodoro. Versate il sugo sul polpo, aggiungete le olive nere e continuate la cottura per una ventina di minuti, sempre mantenendo la pentola coperta.

Servite il polpo con il suo sugo e fette di pane casereccio. In caso vi rimanesse del sugo, provate a condire la pasta…è una squisitezza!

Se utilizzate il polpo decongelato, vi raccomando di non salare la ricetta né prima, né durante, né dopo la cottura…altrimenti vi capiterà come al mio primo esperimento e avrete un polpo molto gustoso, ma dovrete tenere a portata di mano un bicchiere d’acqua perché il piatto risulterà irrimediabilmente troppo salato!

Antipasti e sfiziosità

GRISSONI RUSTICI AL RADICCHIO, MIELE, BALSAMICO E NOCI per il contest NATALizia

Oggi sono in vena di divertimento e vi propongo la ricetta che parteciperà al contest lanciato da Alessandra di “Dolcemente Inventando” con i prodotti Mielizia. A dire il vero avevo tanto miele in casa e non ho usato quello, ma mi riprometto di provarlo presto, qui a casa ne siamo entrambi golosi!

GRISSONI RUSTICI AL RADICCHIO CON MIELE, ACETO BALSAMICO E NOCI

Ingredienti per una ventina di grissini

Per i grissini:

270 g di farina 0

un cucchiaino di sale

mezza bustina di lievito per torte salate

100 ml di olio di semi

100 ml di acqua bollente

Per il condimento:

mezzo radicchio di Treviso precoce

tre cucchiaini di miele di melata

un cucchiaino e mezzo di aceto balsamico

quattro noci

olio evo delicato, per me Olearius ligure

un pizzico di sale

Mescolate prima gli ingredienti secchi: farina, lievito e sale, poi quelli liquidi: olio e acqua. Impastate dapprima con una forchetta, poi con le mani, fino a ottenere un panetto liscio e morbido.

Lavate con cura il mezzo radicchio e tagliate le foglie a listarelle piuttosto sottili.

Scaldate una padella con un filo d’olio, ponetevi il radicchio scolato e asciugato, fate appassire leggermente e aggiungete il miele e l’aceto balsamico.

Tritate le noci al mortaio e aggiungete anch’esse al radicchio con la sua salsa (occorreranno circa venti minuti). Salate.

Aggiungete ora il radicchio all’impasto, prelevatene una manciata e ricavate dei grissini spessi – io li ho chiamati “grissoni” perché questo nome mi sembrava più adatto al loro aspetto rustico.

Riscaldate il forno.

Ponete i grissoni sulla leccarda del forno, irrorateli con un filo d’olio extravergine d’oliva e fateli cuocere per una mezz’oretta, avendo l’accortezza di girarli a metà cottura.

Servite i grissini con parmigiano stagionato 36 mesi, miele e gherigli di noci.

Con questa ricetta partecipo al contest  NATALizia: Il menù delle feste con Mielizia del blog Dolcemente Inventando

 

Primi piatti

L’APPETITO VIEN VIAGGIANDO

L’ispirazione arriva a volte viaggiando. 
Non sono una grande frequentatrice di ristoranti ma almeno una volta durante una vacanza mi piace provare il cibo del posto, e al ritorno riproporne una versione più casalinga ma molto evocativa, capace di scatenare un turbine di ricordi. Avete già letto dei crostini al sugo scappato, o degli spaghettoni con le chips di topinambur, ora è tempo di una pasta che ci riporta al bel mare di Ischia. 
A proposito, il ristorante è “Cantinando” di Casamicciola Terme. Io e Luca l’abbiamo trovato un piccolo paradiso per la gentilezza e la competenza dei giovani proprietari, la qualità delle materie prime, la cura nella presentazione.
 
FUSILLI SENATORE CAPPELLI CON SUGO DI TOTANI E CROCCANTE DI NOCCIOLE
 
Ingredienti per 2 persone
 
150 g di fusilli Senatore Cappelli
6 totani freschi
una cipolla
un mazzetto di prezzemolo
uno spicchio d’aglio
salsa di pomodoro
20 nocciole
olio evo
Tritate finemente cipolla, aglio e prezzemolo e soffriggeteli in padella con olio a fuoco dolce fino a ridurli quasi in crema. Coprite la padella con un coperchio per conservare i profumi.
Pulite i totani. Svuotateli delle interiora e della sacca con il nero, tagliate la testa con i ciuffi e lavate bene sotto l’acqua corrente per togliere ogni impurità. Tagliate i totani a pezzi non troppo piccoli.
Aggiungete il pomodoro al soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo. Aggiungete anche i totani.
Fate cuocere per almeno venti minuti. Il sugo di totani sarà pronto quando la salsa di pomodoro inizierà a rapprendersi un poco e tutto il sugo avrà un bel colore rosso scuro.
Non esagerate con il sale perché il sugo è già saporito di per sé, consiglio di assaggiarlo mentre cuoce per verificare il sapore.
Tostate le nocciole in un padellino, levate la pellicina e tritatele grossolanamente.
Cuocete i fusilli al dente.
Servite i fusilli con il sugo di totani e una spolverata di nocciole croccanti.
Una delizia!
Istantanee di viaggio

Emozioni, paesaggi islandesi e un anno di blog

Ce ne sarebbero di pagine da scrivere questa volta – l’emozione delle nozze con le mie lacrime commosse e la presenza affettuosa di amici e parenti, il viaggio meraviglioso in Islanda ricco di panorami che catturano gli sguardi, e ora che l’estate declina lentamente la voglia di mettere a posto i ricordi, trattandoli come oggetti delicati per non rovinarne lo splendore. E’ stato un mese di luglio davvero particolare e indimenticabile!
Fra l’altro, il blog compie un anno e sono cambiate tante cose, dentro e fuori di me. Sono cambiate le foto, all’inizio davvero bruttine, grazie alla pazienza della mia dolce metà; sono entrata in contatto con tante persone fantastiche che hanno creduto in me e mi hanno aiutato in quella che considero ancor oggi un’avventura dettata dal desiderio di condividere una ricetta, un pensiero, qualche filo di memoria; ho partecipato a qualche contest e mi sono divertita…Vorrei che continuasse così! A tutti i miei followers, grazie di cuore!
 
FILETTI DI ORATA IN CROSTA AROMATICA (liberamente tratto dalla rivista dei Fratelli Carli del marzo 2016)
Ingredienti per 4 persone
2 orate da 350 – 400 g circa, peso da intere
tre manciate di pane grattugiato
una manciata di capperi sotto sale
uno spicchio d’aglio
un goccio di latte di soia
due cucchiaini di Fuoco Cimbro o cinque pomodori secchi
olio evo
sale
Pulite le orate, sfilettatele e ricavatene quattro filetti.
Frullate al minipimer lo spicchio d’aglio sbucciato e i capperi ben sciacquati insieme al latte. Unite questa crema al pane grattugiato e a due cucchiaini di Fuoco Cimbro. In alternativa potete frullare cinque pomodori secchi con il loro olio e il latte e aggiungerli al pangrattato. Amalgamate bene e aggiustate di sale.
Ponete i filetti di orata su una teglia ricoperta di carta forno e distribuite uniformemente la crosta aromatica su ognuno di essi. Irrorate con due cucchiai di olio d’oliva e coprite con alluminio.
Cuocete il pesce in forno caldo a 200°C per dieci minuti, poi continuate utilizzando la funzione grill fino a che la crosta non imbrunirà leggermente.
Servite a temperatura ambiente accompagnato da una bella insalatina fresca.
Nota: Non avevo in casa i pomodori secchi e ho aperto un vasetto di sugo che mi è stato regalato e che conteneva fra gli altri ingredienti (melanzane, peperoni, un pizzico di peperoncino…) anche pomodori secchi. Il suo sentore lievemente piccante ha dato un gusto molto piacevole ai filetti di orata.