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Istantanee di viaggio

Dulcis in fundo/ Istantanee di viaggio

Pioggia sull’oceano e frittelle di polenta rivoluzionarie (ovvero: finché si cucina, c’è speranza)

Sono stata in silenzio per mesi, e il fiume del tempo ha portato tanti cambiamenti.

Sono partita per un viaggio meraviglioso alle Ebridi e ho portato a casa il ricordo del colore della pioggia sull’oceano e il profumo intenso della lana di tweed.

Ho (ri)cominciato tutto da capo in una scuola nuova e ho ritrovato il piacere di insegnare che languiva da qualche anno.

Ho aiutato Luca a piantare i bulbi che sbocceranno in primavera.

Ho scritto la seconda storia per bambini e ho conquistato tre giovanissimi lettori.

Ho avuto problemi di salute che mi hanno costretto a rivedere ancora una volta la dieta. Ora devo stare lontana dal glutine per un mese e mezzo e aspettare. Ho avuto la tentazione di buttare pentole e padelle dalla finestra, di fare lo sciopero della fame per protesta, di prepararmi un pranzo ricco di tutti i cibi proibiti per il desiderio di trasgredire. Naturalmente non ho lanciato nessun utensile e mi sono rassegnata all’attesa. Ci sono giorni in cui penso semplicemente che non è giusto, che l’intolleranza al lattosio e il colon irritabile erano sufficienti e non meritavo anche la gluten sensitivity e le restrizioni della nutrizionista. Altri giorni penso che ci sono pene peggiori, e alla fine di tutto troverò il modo di cucinare qualcosa di buono per sentirmi in pace con me stessa e smettere di litigare con quello che ho nel piatto.

Le frittelle di polenta sono opera della mia mamma. Sono rivoluzionarie perché sono un gesto d’amore nei miei confronti e mettono un punto e a capo. E insegnano che in cucina c’è sempre speranza se si impiegano fantasia e un briciolo di passione.

Buon appetito…qualunque sfida dobbiate affrontare!

 

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Antipasti e sfiziosità/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

Olive all’ascolana alla maniera del Girasole

Nell’estate del 2015, quando il blog non era ancora un blog, decidemmo di visitare l’Italia dalle Marche alla Basilicata e una delle nostre tappe fu Ascoli, città meravigliosa.

Trovammo anche uno di quei ristorantini che ti rimangono per sempre nel cuore, Nonna Nina, e al ritorno cominciai a pensare che le olive all’ascolana mi piacevano troppo per non tentare di rifarle a modo mio. Con qualche libro a disposizione e i suggerimenti del proprietario del ristorante sono nate le olive all’ascolana “alla maniera del Girasole”.

Non pretendo che queste olive somiglino all’originale (per quello dovete assolutamente visitare la città e provare le vere olive e l’ottima cucina ascolana!), ma noi le troviamo buone e ogni estate, da quattro anni, io e Luca ci prendiamo un’intera mattinata per preparare le olive. Io mi occupo del sugo, Luca snocciola e riempie, poi entro di nuovo in gioco io a impanare. L’ultimo passaggio è il più goloso, in quanto prevede l’assaggio combinato da parte della cuoca e del suo validissimo aiutante. Le altre olive sono pronte per essere messe nel congelatore e gustate ogni volta che ci sono ospiti o ci si merita qualcosa di ghiotto.

Augurandovi buon appetito se vorrete cimentarvi nella realizzazione delle olive ascolane, vi lascio anche l’indirizzo del ristorante Nonna Nina e due foto di Ascoli.

http://www.osterianonnanina.com/

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Ispirazioni/ Istantanee di viaggio/ Primi piatti

Appunti di viaggio, seconda puntata – Risotto alle pere e pecorino di Pienza

La seconda tappa degli appunti di viaggio ci porta nella meravigliosa Toscana, più precisamente in Val d’Orcia. Qui siamo stati per una breve vacanza nell’agosto 2017, mescolando l’incanto di queste terre all’ospitalità e alla buona cucina.

Poco distante da Montepulciano, seguendo i consigli del ragazzo che gestiva il nostro b&b, abbiamo scoperto un caseificio che produce un pecorino di Pienza fantastico. Esiste anche la versione “Gran Riserva”, molto stagionata, e potete immaginare la felicità della sottoscritta, sempre in compagnia dell’intolleranza al lattosio. Qui potete curiosare nel sito di Cugusi e leggere qualche notizia sul pecorino di Pienza, giusto per farvi venire l’acquolina in bocca.

https://caseificiocugusi.it/index.php/it/

http://www.pienza.org/pecorino_it.html

Le cose belle (e buone) però finiscono in fretta, e questo formaggio ci ha proprio conquistato! Non abbiamo dovuto riflettere molto per decidere di fare una piccola deviazione al ritorno del nostro viaggio di quest’anno tra il centro e il sud Italia. Tappe: la macelleria Belli di Torrita di Siena per una finocchiona indimenticabile (di cui vi parlerò in un prossimo post), e ovviamente sua Maestà il pecorino di Pienza al caseificio Cugusi. Stavolta siamo stati più previdenti e ne abbiamo acquistato una bella scorta!

La ricetta che ho creato unisce la bontà del pecorino di Pienza ad una delle eccellenze del nostro territorio, la pera mantovana IGP. 

http://www.eastlombardy.it/it/dettagli-oggetto/476-pera-mantovana-igp/

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Antipasti e sfiziosità/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

Appunti di viaggio, prima puntata – Mortadella e paccasassi

Mi piace parlare dei viaggi dopo che si sono depositati nella memoria e posso ritornare con la mente a certi luoghi e ai loro colori.

I ricordi di viaggio sono uno scialle leggero da indossare nelle sere di brezza dal mare, o una coperta calda quando l’aria si fa frizzante nel primo autunno.

Il primo capitolo delle vacanze 2018 comincia dal mare delle Marche, esattamente da Sirolo, un paesino graziosissimo e a fine giugno ancora poco affollato. Sono ancora là ad affacciarmi dal belvedere della piazza per scorgere scorci di azzurro al tramonto, a faticare per scendere alla spiaggia e a stupirmi ogni volta per il suo incanto, a passeggiare per i vicoli con un cartoccio di frittura di pesce in mano, seduta a un tavolino con le prelibatezze che queste splendide terre offrono.

La scoperta di Sirolo in fatto di cibo sono senz’altro i paccasassi. Non li avevo sentiti prima, e curiosa come sempre, ho voluto acquistarne un vasetto. Si tratta di finocchio marino che cresce sulle rocce nella Riviera del Conero e sono buonissimi! Ho seguito il suggerimento di abbinarli con la mortadella e una volta tornata a casa mi sono gustata un ottimo antipasto. Non è nemmeno una ricetta vera, ma è una gioia per il palato che prima o poi bisogna provare!

https://www.lovelyancona.it/spaccasassi-conero-rinci/


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Dulcis in fundo/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

CROSTATA LEGGERA ALLA MARMELLATA D’ARANCIA GALLESE e ricordi di viaggio

La crostata leggera alla marmellata d’arancia gallese è un piccolo omaggio alla settimana trascorsa in Galles, un posto magico pieno di campi verdissimi, castelli e giardini maestosi, persone gentili e…tante pecore. Abbiamo comprato la marmellata nel bed and breakfast di un piccolo paese e posso dirvi che è davvero deliziosa.

Ci piace tanto viaggiare, e a volte abbiamo l’impressione di apprezzare ancor di più i nostri vagabondaggi nel momento in cui possiamo ritornare con la memoria a certi attimi o a un particolare paesaggio.

Pensate all’inverno, quando gli impegni e il tempo grigio non ci permettono di fare le valigie. L’estate appena trascorsa ci riporta il suo tepore e sfogliamo le nostre foto sul tappeto del salotto, commentando soddisfatti mentre sorseggiamo un’immancabile tazza di tè. Da lì alla voglia di riprendere in mano guide o atlanti il passo è poi breve!

CROSTATA ALLA MARMELLATA D’ARANCIA GALLESE

Ingredienti per 4 persone

250 g di farina di tipo 1

80 di zucchero di canna

80 g di acqua fredda

80 g di olio di mais

un cucchiaino di lievito

scorza di limone bio 

quattro mele piccole o due grandi

tre cucchiai di marmellata di arancia

succo di limone

un pizzico di cannella macinata

Sciogliete lo zucchero nell’acqua aggiungendo olio, farina e scorza di limone.

Mescolate bene e impastate fino a ottenere una palla liscia. Mettete a riposare per un’ora nel frigorifero.

Tagliate le mele a fettine sottili e cospargetele con succo di limone perché non anneriscano.

Stendete la frolla in una tortiera da 24 cm, cospargetela con la marmellata di arancia e le fettine di mele con un pizzico di cannella. Spolverizzate di zucchero di canna e infornate a 180° per almeno 40 minuti.

NB: La ricetta della crostata leggera alla marmellata d’arancia gallese è quella di Marco Bianchi, io ho aggiunto 20 g di acqua e 20 g di olio perché nella prima versione, che non vedrete fotografata qui, l’impasto risultava troppo duro.

Vino consigliato: Erbaluce di Caluso passito D.O.C. 2005 “Morenico” delle Cantine del Canavese di Cuceglio. Vino dal vivo colore ambrato, con sentori di miele, frutta secca e vaniglia preminenti al naso. Caldo in bocca, con una buona acidità che gli ha consentito di reggere bene un lungo affinamento in bottiglia.

Alcune istantanee dal Galles

Istantanee di viaggio

Emozioni, paesaggi islandesi e un anno di blog

Ce ne sarebbero di pagine da scrivere questa volta – l’emozione delle nozze con le mie lacrime commosse e la presenza affettuosa di amici e parenti, il viaggio meraviglioso in Islanda ricco di panorami che catturano gli sguardi, e ora che l’estate declina lentamente la voglia di mettere a posto i ricordi, trattandoli come oggetti delicati per non rovinarne lo splendore. E’ stato un mese di luglio davvero particolare e indimenticabile!
Fra l’altro, il blog compie un anno e sono cambiate tante cose, dentro e fuori di me. Sono cambiate le foto, all’inizio davvero bruttine, grazie alla pazienza della mia dolce metà; sono entrata in contatto con tante persone fantastiche che hanno creduto in me e mi hanno aiutato in quella che considero ancor oggi un’avventura dettata dal desiderio di condividere una ricetta, un pensiero, qualche filo di memoria; ho partecipato a qualche contest e mi sono divertita…Vorrei che continuasse così! A tutti i miei followers, grazie di cuore!
 
FILETTI DI ORATA IN CROSTA AROMATICA (liberamente tratto dalla rivista dei Fratelli Carli del marzo 2016)
Ingredienti per 4 persone
2 orate da 350 – 400 g circa, peso da intere
tre manciate di pane grattugiato
una manciata di capperi sotto sale
uno spicchio d’aglio
un goccio di latte di soia
due cucchiaini di Fuoco Cimbro o cinque pomodori secchi
olio evo
sale
Pulite le orate, sfilettatele e ricavatene quattro filetti.
Frullate al minipimer lo spicchio d’aglio sbucciato e i capperi ben sciacquati insieme al latte. Unite questa crema al pane grattugiato e a due cucchiaini di Fuoco Cimbro. In alternativa potete frullare cinque pomodori secchi con il loro olio e il latte e aggiungerli al pangrattato. Amalgamate bene e aggiustate di sale.
Ponete i filetti di orata su una teglia ricoperta di carta forno e distribuite uniformemente la crosta aromatica su ognuno di essi. Irrorate con due cucchiai di olio d’oliva e coprite con alluminio.
Cuocete il pesce in forno caldo a 200°C per dieci minuti, poi continuate utilizzando la funzione grill fino a che la crosta non imbrunirà leggermente.
Servite a temperatura ambiente accompagnato da una bella insalatina fresca.
Nota: Non avevo in casa i pomodori secchi e ho aperto un vasetto di sugo che mi è stato regalato e che conteneva fra gli altri ingredienti (melanzane, peperoni, un pizzico di peperoncino…) anche pomodori secchi. Il suo sentore lievemente piccante ha dato un gusto molto piacevole ai filetti di orata.