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Dulcis in fundo

Dulcis in fundo

Tiramisù con crema di mela e ricotta, per tenerci strette le cose che abbiamo

Appartengo alla categoria di coloro che non mangiano a quattro palmenti nei buffet e che tutti guardano straniti quando si cerca di spiegare cosa sono le intolleranze.

C’è chi fa mille domande come se avesse davanti un marziano e confonde il lattosio con le uova (“Ma allora anche la frittata ti dà problemi?”) oppure chi si addolora per la mia vita tristissima e in fondo al cuore è felice di averla scampata (“Poverina, non so come fai a vivere senza formaggio e senza pizza. Io probabilmente sarei già impazzito”), infine – i miei preferiti – chi azzarda teorie strampalate e si perde per strada (“Sei celiaca per scelta? Anche il mio vicino di casa, sai, è vegano”).

Ci sono momenti in cui mi diverto a sentire questi sproloqui, altri in cui l’insistenza e il finto compatimento mi infastidiscono davvero, perché so quanto ho sofferto e quanti sacrifici ho dovuto fare per abituarmi, da grande, ad una serie di cambiamenti radicali nella mia alimentazione. A volte, semplicemente, sto zitta e dico che non ho fame.

In cucina servono soprattutto fantasia e voglia di sperimentare. Potrei obiettare che molti non-intolleranti non cucinano affatto, mangiano malissimo e arraffano al supermercato tutte le confezioni di cibo pronto che trovano – ne conosco diversi – , ma non porterebbe a niente.

Ho trovato un equilibrio e penso che in futuro non solleverò più la mia questione personale. Cucinerò piatti rivisti e corretti per me, orgogliosa del bene che mi faccio, e se capiterà, per chi avrà voglia di guardare un po’ più lontano.

In questo autunno sospeso e incerto in cui si procede a piccolissimi passi e spesso si ha l’impressione di camminare in tondo, nella cucina del Girasole serviva un dolce,  ed ecco il tiramisù crema di mela e ricotta. Anche se le cose non sono più come prima, possiamo essere grati di quello che è rimasto e tenerlo più stretto, proprio vicino al cuore. La ricetta è tratta dalla rivista distribuita dai supermercati Naturasì, ed è buonissima! 

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Dulcis in fundo

Muffins con cacao e geranio alla rosa

Le erbe aromatiche sono di grande aiuto nella cucina del Girasole.

Santoreggia, timo, erba amara, maggiorana, melissa, dragoncello e menta di vario tipo danno nuovo sprint a piatti altrimenti ordinari e aggiungono note di colore.

Lo scorso anno, nell’azienda agricola in cui facciamo incetta di erbe, siamo stati attratti da un curioso tipo di geranio edibile e dal soave profumo di rosa.

Ho sempre visto i gerani sui balconi – mia nonna ne aveva di bellissimi quando ero piccola – e non nutrivo grande trasporto per queste pianticelle, ma il geranio alla rosa mi ha fatto cambiare idea! In sé come pianta non è tra le più appariscenti e produce piccoli fiori rosa abbastanza modesti, ma se mai proverete a odorarlo o a strofinarvi leggermente una mano con le sue foglie, sarà come entrare in una profumeria lussuosa. E avere capito bene: le foglie si man-gia-no!

Ne ho ricavato un delizioso sciroppo da bere fresco nelle sere d’estate, e i muffins con cacao e geranio alla rosa che vi presento oggi. Ora che l’estate è arrivata, tra un temporale e l’altro, si possono gustare entrambi.

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Dulcis in fundo/ Ispirazioni

Torta sbrisolona tollerante

Non c’è molto da aggiungere che non sia stato già analizzato, ipotizzato, sperato. Ci sono il silenzio giù nella strada, i pomeriggi con i libri e i compiti da correggere, l’appuntamento con i notiziari in TV e la voglia di cucinare che va e viene.  

Quella di oggi è la torta sbrisolona tollerante, ovvero senza glutine e lattosio, a imitazione di quella vera, ché in questo tempo la modalità resilienza sembra essere l’unica difesa.

Vi riporto quanto si dice sul volumetto “Magnar Mantoan”, a cura di Claudia Colucci, edizioni del Baldo “E’ il più conosciuto tra i dolci mantovani. Il nome viene dalle brise, le briciole grandi e piccole che si formano quando viene preparata. Due buone mani sono gli unici strumento che servono per preparare bene questo dolce. Anche quando è in tavola non si taglia ma è consuetudine sbriciolarla con un pugno. I pezzetti si mangiano semplici, accompagnati con lo zabaione o intinti in un buon vino Passito”

Ho trovato la ricetta sul pacchetto della farina di mais dell’azienda agricola Castelletto di Porto Mantovano (MN)

http://www.risocastelletto.it

e ho sperimentato subito! Si tratta di una farina di mais particolarmente fine e specificamente adatta per la preparazione di dolci, che noi compriamo (mi piace usare il presente) al mercato contadino. Se non avete a disposizione un prodotto di questo tipo, scegliete la farina fioretto più fine che potete trovare. 

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Dulcis in fundo/ Istantanee di viaggio

Pioggia sull’oceano e frittelle di polenta rivoluzionarie (ovvero: finché si cucina, c’è speranza)

Sono stata in silenzio per mesi, e il fiume del tempo ha portato tanti cambiamenti.

Sono partita per un viaggio meraviglioso alle Ebridi e ho portato a casa il ricordo del colore della pioggia sull’oceano e il profumo intenso della lana di tweed.

Ho (ri)cominciato tutto da capo in una scuola nuova e ho ritrovato il piacere di insegnare che languiva da qualche anno.

Ho aiutato Luca a piantare i bulbi che sbocceranno in primavera.

Ho scritto la seconda storia per bambini e ho conquistato tre giovanissimi lettori.

Ho avuto problemi di salute che mi hanno costretto a rivedere ancora una volta la dieta. Ora devo stare lontana dal glutine per un mese e mezzo e aspettare. Ho avuto la tentazione di buttare pentole e padelle dalla finestra, di fare lo sciopero della fame per protesta, di prepararmi un pranzo ricco di tutti i cibi proibiti per il desiderio di trasgredire. Naturalmente non ho lanciato nessun utensile e mi sono rassegnata all’attesa. Ci sono giorni in cui penso semplicemente che non è giusto, che l’intolleranza al lattosio e il colon irritabile erano sufficienti e non meritavo anche la gluten sensitivity e le restrizioni della nutrizionista. Altri giorni penso che ci sono pene peggiori, e alla fine di tutto troverò il modo di cucinare qualcosa di buono per sentirmi in pace con me stessa e smettere di litigare con quello che ho nel piatto.

Le frittelle di polenta sono opera della mia mamma. Sono rivoluzionarie perché sono un gesto d’amore nei miei confronti e mettono un punto e a capo. E insegnano che in cucina c’è sempre speranza se si impiegano fantasia e un briciolo di passione.

Buon appetito…qualunque sfida dobbiate affrontare!

 

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Dulcis in fundo

Tortellini dolci di Carnevale

Per la prima volta nella storia del blog non pubblico una ricetta realizzata da me. Tranquilli, non si tratta di segreti culinari carpiti chissà dove…

Semplicemente, i tortellini dolci di Carnevale sono una tradizione di famiglia e sono arrivati già pronti nel loro vassoio, belli e buoni come non mai! L’autrice di queste meraviglie è mia mamma, alla quale va un ringraziamento speciale per i suoi insegnamenti e per tutto il supporto che mi dà. Viviamo a 35 km di distanza e non ci vediamo ogni settimana, ma i suoi consigli e le telefonate quotidiane sono parte integrante della nostra storia e non potremmo rinunciarvi per nulla al mondo!

Tornando alla ricetta, il mio tocco personale (con la supervisione dell’esperto assaggiatore Luca) è il vino di visciole. Come forse vi ho già raccontato, amo i vini dolci. Sono rimasta conquistata dal vino di visciole la scorsa estate a Sirolo, tanto che ne ho comprato subito una bottiglia al mercato dei prodotti locali.

Qui il link all’azienda

https://www.prodottidivisciola.com/brand

Ho voluto aspettare ad aprirlo per riservarlo a un dessert da grandi occasioni come i tortellini dolci.

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Sorbetto di melone, Parmigiano Reggiano e peperoncino caramellato

Dopo il successo del gelo di pompelmo e timo limone, ho provato il sorbetto di melone, Parmigiano Reggiano e peperoncino caramellato, riadattandolo da un vecchio numero di “Sale&Pepe”. Sono ripetitiva, forse, e in effetti non trovate molti dessert sul mio blog, per varie ragioni…

Fa decisamente caldo, anche se meno dei giorni scorsi. Siamo sfuggiti a parte di esso durante la nostra seconda vacanza in quel paradiso inglese chiamato Lake District, ma appena a casa stop al forno.

La seconda ragione per cui i dolci sono i grandi assenti dalla cucina del Girasole? Beh, la verità è che non mi escono mai bene! Ci sono limiti imposti dall’intolleranza al lattosio, per cui escludo a priori tutte le bontà che contengono ricotta, mascarpone et similia, e altri limiti meno stringenti che mi costringono a tenere un pochino sotto controllo il colesterolo, leggi burro e compagnia. In fondo però, credo che mi manchi proprio “la mano” – esattamente come alla mia nonna materna, ottima cuoca fino a qualche anno fa, ad eccezione delle torte.

Seguo le ricette per filo e per segno, visito blog interessanti e vedo dolci spettacolari realizzati con pochi passaggi semplici, mi dico “Ora provo anch’io!” e il risultato è una torta spesso informe, non completamente immangiabile ma tanto uguale alle sue sorelle prive di sapore. Non ditemi che sono pessimista.

Cerco di ricordare tra i miei successi…Propongo da anni alla mia famiglia soltanto una torta al mirtillo, le ciambelline al vino rosso e il salame di cioccolata senza latticini, che qui non posso pubblicare perché sono state ideate da blog amici. Un cavallo di battaglia sono anche i Vanillekipferl e i biscotti allo zenzero, ma quelli li riservo ad alcuni conoscenti come regalo di Natale, dato che sono belli burrosi. Forse l’unico vero trionfo è stato lo strudel, che mi ha stupito visto che non credevo nemmeno io di riuscire a prepararlo!

Lancio un appello: qualcuno fra i miei lettori ha il mio stesso problema? Avete nei vostri archivi segreti un dolce semplice, buono e tollerante, adatto per la domenica ad esempio, con il quale andare a colpo sicuro? Io aspetto e spero, e intanto vi posto il sorbetto di melone (ora sapete perché!)

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Dulcis in fundo

Gelo di pompelmo e timo limone

Non ho (ancora) una gelatiera, ma in estate mi piace preparare piccoli ghiaccioli o “geli” partendo dalla frutta o dal tè freddo – pochi ingredienti e la soddisfazione di avere tutto in casa, quando anche uscire diventa troppo faticoso a causa delle temperature elevate. Il gelo di pompelmo e timo limone in questi giorni è lì nel cassetto del freezer e aspetta solo di essere servito in una graziosa coppetta per deliziarci!

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Dulcis in fundo/ Ispirazioni

Quando il caldo arriva…

Oltre alle sfumature del viola, che adoro, mi piacciono i colori dei frutti estivi: rosso anguria e arancione albicocca, quindi perché non illuminare anche la tavola? Ecco allora le albicocche alla lavanda con gelato.

La ricetta di oggi è adattata da un numero de “La Cucina Moderna” di qualche tempo fa, con l’aggiunta personale di un pizzico di fiori di lavanda direttamente dalla mia aiuola-giardino. Risultato? Un piccolo dessert facile da realizzare e profumato di aromi insoliti, completamente “tollerante” anche per chi ha problemi con il latte o il glutine.

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Dulcis in fundo

Pioggia e profumo di dolci

Dopo un martedì di corsa, oggi pomeriggio ho chiuso la porta e ho deciso di fermarmi. Mi sono riposata, ho ascoltato la musica della pioggia e la voce del vento fuori dalla finestra e mi è venuta voglia di riempire la cucina di un profumo avvolgente, anche se non proprio di stagione – uno strudel bello caldo da gustare appena sfornato, con un piede nell’inverno e l’altro impaziente di nuovo sole.

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Amicizia e piccole soddisfazioni/ Dulcis in fundo/ Ispirazioni

BISCOTTI ALL’AVENA, “Pagine ai fornelli” e un libro meraviglioso

La ricetta che vi presento oggi è semplice ed è frutto di un’occasione particolare.

Confesso che quando ho letto del contest “Pagine ai fornelli” sul blog di Betulla, nella mia testa si sono affollate molte idee e alla fine sono arrivata quasi allo scadere della tenzone.

Leggo da quando ne ho memoria – le mie prime letture sono state le riviste mediche di mia mamma che tenevo rigorosamente a rovescio, poi le etichette delle bottiglie d’acqua, i biglietti della spesa, e appena compreso il miracolo di padroneggiare qualche riga, mi sono tuffata sui libri con le storie.

Per qualche paradosso, mi è sempre stato difficile raccontare agli altri dei miei libri – perché un libro è immaginazione, pensieri, rabbia e amore assoluto per i personaggi, e talvolta si resta così trafitti dentro che alle persone intorno si finisce per apparire davvero un po’ strani e acchiappanuvole. Succede così e succede sempre, anche ora che sono adulta e da otto anni, una volta al mese, condivido le opinioni con un gruppo di lettura fantastico – lì non ci guardiamo con perplessità, ma io so che non sarò mai pienamente capace di descrivere cosa significano i libri per me, quando colpiscono duro e chiedono a gran voce un posto.

La sfida di un romanzo in cui si racconta una ricetta è stata quindi doppia. Se la lettura mi ha conquistato prestissimo, il piacere di cucinare è arrivato tardi e non mi sta più lasciando. Veniamo però alla lettura scelta…

Il libro è “Canto della pianura” di Kent Haruf. E’ il secondo volume di una trilogia meravigliosa ambientata a Holt, un paese immaginario del Colorado.

Non ci sono battaglie, colpi di scena, amori folli e improvvisi intrecci di destini che cambiano tutto qui. Si incontrano vite semplici che scorrono lentamente, e quando i personaggi si trovano davanti l’interrogativo di una svolta camminano a piccoli passi per non esserne travolti – ci sono vecchi abitudinari e bambini che crescono e osservano, giorni lunghissimi, e cavalii e attimi di poesia raccolti da dettagli invisibili, e su tutto una pianura che assomiglia una montagna di ricordi.

La ricetta è quella dei biscotti all’avena che i bambini Bobby e Ike cucinano con la vecchia signora Stearns. Semplice come il romanzo, ma con il sapore dell’atmosfera di casa e una punta di spezie per pain d’epices per lo stupore dolceamaro che ogni giorno porta con sé.

Allora, di cosa abbiamo bisogno? Li fissò come se potessero saperlo. Loro ricambiarono pazienti lo sguardo, limitandosi a restare in piedi davanti a lei, in attesa. Abbiamo bisogno della maggior parte degli ingredienti, disse (…).

Ehi, disse. Datemi qualcosa su cui scrivere. Quel giornale va bene. Passatemi quel giornale. Era il Denver News del mattino, ancora arrotolato con l’elastico messo dai ragazzi all’alba allo scalo ferroviario. Lei lo aprì, strappò via dalla prima pagina un pezzo rovinato e cominciò a scrivere lungo il margine bianco l’elenco degli ingredienti – farina d’avena, uova, zucchero di canna (…)

Che altro occorre? domandò lei. Leggete.

Vaniglia.

Lassù. Sul ripiano di mezzo. E poi?

Bicarbonato.

Lì. Indicò con il dito. Ancora qualcosa?

No. C’è tutto.

Molto bene, disse. Capite? Se sapete leggere, sapete cucinare”

BISCOTTI ALL’AVENA

Ingredienti per circa 20 biscotti

150 g di farina di tipo 1

75 g di zucchero di canna

un uovo

200 g di fiocchi d’avena

100 ml di olio di semi

mezzo cucchiaino di lievito

una punta di cucchiaino di spezie per pain d’epices

un cucchiaio di latte di soia

Mescolate in una terrina tutti gli ingredienti secchi e nell’altra gli ingredienti liquidi. Unite i due composti amalgamandoli bene e lasciate riposare per un’ora.

Date al composto la forma di tante palline e appiattitele sulla carta da forno.

Infornate a 190° per una decina di minuti. Fate attenzione perché i biscotti all’avena tendono a cuocersi molto rapidamente!

Con questa ricetta partecipo a #pagineaifornellicontest di Betulla.