Antipasti e sfiziosità/ Contorni e dintorni

Aggiungendo un po’ di colore – Crostini al sugo scappato

Gli ultimi post che ho pubblicato giocano decisamente sui toni dell’arancione, del giallo e del verde – l’avete notato anche voi? Mi piacciono tutti e tre, ma mancano ad esempio le sfumature del viola, che adoro, o qualche macchia in più di rosa e rosso.

Forse sto attraversando un “periodo arancione” e quando sarà passato sceglierò tinte diverse – se è vero che i colori somigliano a stati d’animo, se in questi mesi ho sentito il bisogno del calore e della luce, ora è la necessità di leggermi dentro e fermarmi ad ascoltare me stessa a chiamare.

Nella tavolozza del blog allora aggiungo un altro antipasto buono per le feste, i crostini al sugo scappato.

Il piatto su cui sono appoggiati i crostini è una pennellata di blu, come un segnale in mezzo al traffico e al rumore. E la mia cucina diventa un porto per navigare lontano da qui…

CROSTINI AL SUGO SCAPPATO

Ingredienti per 2 persone

due fette di pane

quattro carote

una cipolla

quattro cucchiai di salsa di pomodoro

olio evo

due foglie di alloro

acqua q.b.

Cominciate a preparare i crostini al sugo scappato lavando e raschiando le carote, tagliatele a rondelle e tritatele finissime con la mezzaluna o con il tritaverdure.

Fate lo stesso con la cipolla, che metterete a soffriggere nell’olio d’oliva.

Frullate le carote nel minipimer con un cucchiaio d’olio e un cucchiaio d’acqua fino a ottenere una crema.

Versate la crema di carote nella casseruola del soffritto, aggiustate di sale e aggiungete due foglie di alloro.

Unite la salsa di pomodoro e un altro cucchiaio d’olio e fate andare a fuoco dolce per una decina di minuti.

Scaldate due fette di pane nel grill del forno, dividetele in quattro triangolini e spalmatevi sopra il sugo scappato. Potete aggiungere un filo di olio d’oliva al momento di servire.

Il sugo scappato si può gustare a temperatura ambiente, si conserva bene per alcuni giorni in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica ed è ottimo per condire la pasta. Il suo nome curioso viene dal fatto che non è previsto l’uso della carne, quindi il ragù tradizionale è “scappato”. Noi lo abbiamo scoperto durante un Capodanno a Firenze di tanti anni fa.

 

 

 

 

 

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