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Secondi piatti di pesce

POLPO ALLA LUCIANA (da una suggestione ischitana)

Oggi polpo alla Luciana sulla nostra tavola!

Vi ho parlato della seconda luna di miele ad Ischia lo scorso settembre, e di quanto questa piccola isola mi abbia affascinato. Oltre che una cuoca in divenire, sono una “raccoglitrice di idee” e spesso tengo da parte quello che mi incuriosisce e lo approfondisco in seguito.

Il polpo alla Luciana, ovvero la ricetta che pubblico oggi era sul menù di un ristorante a Casamicciola e mi aveva colpito per il suo strano nome. Quella sera scelsi la pizza ma tenni da parte lo spunto…

Pensavo che Luciana fosse la cuoca che aveva dato i natali alla ricetta, invece ho scoperto che si tratta di un luogo, l’isola di Santa Lucia, presso Napoli, dove i pescatori cucinavano in modo molto semplice e gustoso quanto avevano appena pescato.

La mia Luciana è stata preparata con un polpo decongelato, e mi perdoneranno i puristi se la curiosità e l’amore per il cibo mi hanno portato lontano.

Mi riprometto di assaggiare il piatto verace sul territorio non appena avrò l’occasione di tornare a Ischia!

POLPO ALLA LUCIANA che ha nuotato fino a Mantova

Ingredienti per 2 persone

un polpo decongelato di circa 800 g

un filo d’olio evo

un pizzico di pepe

uno spicchio d’aglio tagliato a pezzetti piccoli

un pizzico di peperoncino

una manciata di olive nere con il nocciolo

pomodorini o salsa di pomodoro fatta in casa

 

Ecco la versione “nordica” per preparare il polpo alla Luciana.

Lavate più volte e con cura il polpo per togliere il sale in eccesso.

Disponetelo a testa in giù in una pentola di alluminio. Non aggiungete nulla al polpo, se non l’olio, il pepe, i pezzetti di aglio e il peperoncino.

Chiudete ermeticamente la pentola con un coperchio. Alcune ricette suggeriscono di sigillare la pentola con pellicola trasparente, io ho seguito il metodo del coperchio e non ho avuto problemi.

Fate cuocere il polpo a fuoco lento per circa trenta minuti. Vi accorgerete che a metà cottura il polpo diventerà compatto e avrà rilasciato la sua acqua.

Preparate un sugo con aglio, olio e pomodorini o salsa di pomodoro. Versate il sugo sul polpo, aggiungete le olive nere e continuate la cottura per una ventina di minuti, sempre mantenendo la pentola coperta.

Servite il polpo con il suo sugo e fette di pane casereccio. In caso vi rimanesse del sugo, provate a condire la pasta…è una squisitezza!

Se utilizzate il polpo decongelato, vi raccomando di non salare la ricetta né prima, né durante, né dopo la cottura…altrimenti vi capiterà come al mio primo esperimento e avrete un polpo molto gustoso, ma dovrete tenere a portata di mano un bicchiere d’acqua perché il piatto risulterà irrimediabilmente troppo salato!

Primi piatti

L’APPETITO VIEN VIAGGIANDO

L’ispirazione arriva a volte viaggiando. 
Non sono una grande frequentatrice di ristoranti ma almeno una volta durante una vacanza mi piace provare il cibo del posto, e al ritorno riproporne una versione più casalinga ma molto evocativa, capace di scatenare un turbine di ricordi. Avete già letto dei crostini al sugo scappato, o degli spaghettoni con le chips di topinambur, ora è tempo di una pasta che ci riporta al bel mare di Ischia. 
A proposito, il ristorante è “Cantinando” di Casamicciola Terme. Io e Luca l’abbiamo trovato un piccolo paradiso per la gentilezza e la competenza dei giovani proprietari, la qualità delle materie prime, la cura nella presentazione.
 
FUSILLI SENATORE CAPPELLI CON SUGO DI TOTANI E CROCCANTE DI NOCCIOLE
 
Ingredienti per 2 persone
 
150 g di fusilli Senatore Cappelli
6 totani freschi
una cipolla
un mazzetto di prezzemolo
uno spicchio d’aglio
salsa di pomodoro
20 nocciole
olio evo
Tritate finemente cipolla, aglio e prezzemolo e soffriggeteli in padella con olio a fuoco dolce fino a ridurli quasi in crema. Coprite la padella con un coperchio per conservare i profumi.
Pulite i totani. Svuotateli delle interiora e della sacca con il nero, tagliate la testa con i ciuffi e lavate bene sotto l’acqua corrente per togliere ogni impurità. Tagliate i totani a pezzi non troppo piccoli.
Aggiungete il pomodoro al soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo. Aggiungete anche i totani.
Fate cuocere per almeno venti minuti. Il sugo di totani sarà pronto quando la salsa di pomodoro inizierà a rapprendersi un poco e tutto il sugo avrà un bel colore rosso scuro.
Non esagerate con il sale perché il sugo è già saporito di per sé, consiglio di assaggiarlo mentre cuoce per verificare il sapore.
Tostate le nocciole in un padellino, levate la pellicina e tritatele grossolanamente.
Cuocete i fusilli al dente.
Servite i fusilli con il sugo di totani e una spolverata di nocciole croccanti.
Una delizia!
Primi piatti

Dove si parla di ricette, letture, pioggia e sentimenti

E’ un giorno come un altro, questo, di sonno arretrato, pioggia fuori dalla finestra e pentole messe a sobbollire lentamente – è un giorno speciale come ogni giorno porta con sé stupore, meraviglia, guizzi negli sguardi e passaggi di nuvole. Non è festa, o lo è sempre un poco se sappiamo prenderci cura degli altri: indossare un sorriso, arrabbiarci per far loro cambiare idea e aiutarli a scampare un pericolo, scuotere la testa e chiuderli in un abbraccio, commuoverci e sostenerli – sperare nel loro sostegno, nel loro sorriso e nelle loro arrabbiature, quando verrà il nostro turno.
Vorrei raccontare di tutte le storie d’amore che ho letto nei libri quando l’amore sembrava un miraggio lontano, e di oggi che l’amore è arrivato e i libri sono sempre lì ad accompagnarmi, nella mano libera che non stringe la mia, ma lo spazio non sarebbe sufficiente.
Bastano una canzone e un piatto cucinato con tutto il sentimento possibile, forse…

FABI – SILVESTRI – GAZZE’, L’amore non esiste

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…
Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te
L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
L’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?
Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

 

SPAGHETTONI AL PESTO DI MENTA E MANDORLE CON CHIPS DI TOPINAMBUR liberamente ispirati dal ristorante “Olina”, Orta San Giulio (NO)
Ingredienti per 2 persone
160 g di spaghettoni
una ventina di mandorle
dieci foglie di menta
mezzo topinambur
latte di soia
parmigiano
olio evo
Sgusciate le mandorle e tritatele nel mortaio con le foglie di menta ben lavate e asciugate. Otterrete un pesto piuttosto denso che aggiusterete di sapore e consistenza con latte di soia, un goccio d’olio e una manciata di parmigiano.
Tagliate il mezzo topinambur a fettine e friggetelo in olio d’oliva caldo fino a doratura.
Cuocete gli spaghettoni in acqua salata e conditeli con il pesto di menta e mandorle e le chips di topinambur.
Alcune note:
Le ottime mandorle che ho usato vengono dalla Puglia e sono un regalo di una delle mie più care amiche. Non ho tolto la pellicina esterna dalle mandorle ma il gusto non ne ha risentito.
Come già accennato nel titolo della ricetta, ho assaggiato questo primo piatto una settimana fa in un ristorante durante una gita a Orta San Giulio e ho subito deciso di reinterpretarlo.
Antipasti e sfiziosità

Aggiungendo un po’ di colore – Crostini al sugo scappato

 

 
 
Il mio blog gioca decisamente sui toni dell’arancione, del giallo e del verde – l’avete notato anche voi? Mi piacciono tutti e tre, ma mancano ad esempio le sfumature del viola, che adoro, o qualche macchia in più di rosa e di rosso…
Forse sto attraversando un “periodo arancione” e quando sarà passato sceglierò tinte diverse – se è vero che i colori somigliano a stati d’animo, se in questi mesi ho sentito il bisogno del calore e della luce, ora è la necessità di leggermi dentro e fermarmi ad ascoltare me stessa a chiamare. Nella tavolozza del blog allora aggiungo una pennellata di blu, come un segnale in mezzo al traffico e al rumore. E la mia cucina diventa un porto per navigare lontano da qui…
Ingredienti per due persone
due fette di pane di kamut
quattro carote
una cipolla
quattro cucchiaiate di salsa di pomodoro
olio evo
due foglie di alloro
acqua q.b.
Lavate e sbucciate le carote, tagliatele a rondelle e tritatele finissime con la mezzaluna. Fate lo stesso con la cipolla, che metterete a soffriggere nell’olio d’oliva.
Frullate le carote nel minipimer con un cucchiaio d’olio e un cucchiaio d’acqua fino ad ottenere una crema.
Versate la crema di carote nella casseruola del soffritto, aggiustate di sale e aggiungete due foglie di alloro.
Unite la salsa di pomodoro e un altro cucchiaio d’olio e fate andare a fuoco dolce per una decina di minuti.
Scaldate due fette di pane di kamut sul grill del forno, dividetele in quattro triangolini e spalmatevi sopra il sugo scappato. Potete aggiungere un filo d’olio d’oliva al momento di servire.
Il sugo scappato si può gustare a temperatura ambiente, si conserva bene per alcuni giorni in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica ed è ottimo per condire la pasta. Il suo nome curioso viene dal fatto che non è previsto l’uso della carne, quindi il ragù tradizionale è “scappato”.
Primi piatti

Risotto all’arancia (con una promessa)


Da un po’ di anni, a metà gennaio acquistiamo alcune cassette di arance siciliane. Mi sembra già di guardare alla primavera ogni volta che ne apro una, è come se vi fossero racchiusi un piccolo messaggio o una promessa – e il loro profumo poi, la loro perfezione…una gioia per gli occhi.
Una promessa e un messaggio in realtà ci sono! Non sono solita mettermi in mostra, per carattere e per naturale ritrosia, ma mi piace farvi sapere che il mio nome compare nella lista dei finalisti del contest “Le intolleranze? Le cuciniamo!” e vedermi comparire tra altre foodblogger molto più esperte e brave di me è già una vittoria. Si vincono tanti premi ma il mio posticino l’ho già conquistato, e sono così soddisfatta, mi dà la motivazione per continuare a pubblicare le mie ricette di casa e condividerle con chi vorrà, in questo spazio sospeso tra poesia e ingredienti. 
E la ricetta di oggi? Il risotto all’arancia è parente stretto del risotto al pompelmo che pubblicai all’inizio della mia avventura con questo blog, lo scorso agosto, ed è un must nei mesi freddi.
 
Ingredienti per 2 persone
160 g di riso Sant’Andrea
2 arance siciliane bio, la scorza e il succo
brodo vegetale
una cipolla
olio evo
parmigiano per mantecare
Preparate un brodo vegetale con due carote, un gambo di sedano e mezza cipolla. Soffriggete l’altra mezza cipolla tagliata fine nell’olio d’oliva, versate il riso e tostate brevemente.
Con un rigalimoni, ricavate dei fili di scorza dalla buccia delle arance ben lavate e spremetene il succo.
Aggiungete il brodo al riso e lentamente versate una parte di succo d’arancia. Continuate alternando brodo e succo. A metà cottura aggiungete i fili di scorza al riso.
Di solito io calcolo un’arancia per ogni commensale, ma se fossero piccole potete usarne anche tre, darà più sapore al piatto finale.
Portate a cottura e mantecate con abbondante parmigiano grattugiato. Impiattate e servite caldo.
Primi piatti

Strozzapreti con fagiolini e pesto di limone e menta (arrivederci estate!)

Primo giorno d’autunno, e io ho un doppio saluto per l’estate trascorsa e la nuova stagione in arrivo. Cambieranno i sapori della cucina, il forno riprenderà a lavorare a pieno ritmo e torneranno i pomeriggi con le tazze di tè – prima di lasciare tutto questo, vi presento il mio arrivederci al sole, sperando vi piaccia!
Si tratta di un primo che rappresenta la sintesi delle suggestioni di vari posti visitati durante il nostro viaggio italiano tra Marche e Basilicata. 
L’assaggio è avvenuto al ristorante “Osteria Moderna” di Osimo. Raccomando una visita non solo per la bellezza della città e la qualità del cibo del ristorante, ma anche per l’attenzione verso le persone con intolleranze alimentari.
Ho comprato gli strozzapreti nell’ultima tappa del tour – Matera e paesi della Basilicata (Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Craco, Tursi, Stigliano, Pietrapertosa, Melfi). E’ stata una sorpresa continua e dovrei dedicare un post solo alla meraviglia di questa regione, dei suoi piatti e della sua gente!
Amo provare le cucine del mondo ma con questa ricetta mi sento più che mai “orgogliosamente italiana”… 
 
Ingredienti per 2 persone
120 g di strozzapreti
200 g di fagiolini
abbondante menta fresca
il succo di un limone non trattato
olio evo (per me Olio del Garda dop)Cuocete i fagiolini in abbondante acqua salata e tagliateli a piccoli pezzetti.
Tritate la menta dopo averla lavata con cura. Preparate un’emulsione con olio e succo di limone, aggiungete le foglioline di menta e lasciate riposare per almeno un’ora coprendo con una pellicola.
Cuocete gli strozzapreti (tempo di cottura 13-15 minuti) e conditeli con i fagiolini e il pesto di menta e limone.
Servite decorando con qualche foglia o fiore di menta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ricami di pastafrolla: “Il tuo piatto Rock”

Primi piatti

Risotto al pompelmo rosa

Un risotto molto raffinato per fare un figurone con una ricetta davvero semplice! Il gusto particolare lo rende ottimo durante l’estate, ma si può “trasformare” anche nella versione invernale con l’arancia, più dolce e delicata. L’ho assaggiato per la prima volta al ristorante “Le possessioni ferraresi” di Melara (RO) nel 2011.

Ingredienti per 4 persone160 g di riso
60 g di formaggio stagionato tipo montasio
½ cipolla
brodo vegetale
1 pompelmo rosa
4 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
rosmarino
sale

Tagliate la buccia dei pompelmi a filetti sottilissimi, avendo cura di togliere la parte bianca del frutto, che è amara. Spremete il succo e metterlo da parte. Tritate finemente la cipolla e rosolarla in 2 cucchiaini d’olio. Unite il riso e fatelo tostare, bagnatelo con il succo dei pompelmi e fatelo insaporire per alcuni minuti. Versate a poco a poco il brodo vegetale e fare cuocere. A cottura quasi ultimata, unite il formaggio a pezzettini e la buccia del pompelmo. Aggiustate di sale e di pepe e, appena prima di spegnere, unite l’olio rimasto e a piacere qualche ago di rosmarino. Mescolate e servite.
Questo risotto estivo e dal gusto particolare è ottimo anche nella versione con l’arancia, più dolce e delicata.
Al posto del montasio si può utilizzare parmigiano ben stagionato per mantecare…non ha proprio lo stesso sapore ma è buono ugualmente!
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