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Primi piatti

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PAPPARDELLE PROFUMATE AL CEDRO e febbre da palcoscenico

La lontananza dal blog questa volta si spiega nella seconda parte del titolo di oggi: pappardelle profumate al cedro, ma cosa c’entra la febbre da palcoscenico?

Vi avevo forse parlato del corso di teatro a cui mi sono iscritta lo scorso ottobre. Nella mia piccola città fortunatamente, resistono tre sale cinematografiche e diverse compagnie amatoriali, una delle quali di tradizione ormai storica.

L’Accademia Campogalliani ha compiuto 70 anni nel 2016 e con grande curiosità mi sono accostata al mondo meraviglioso del teatro. Sarà per la bravura degli insegnanti, o perché covavo il desiderio di un corso serio dopo una breve esperienza di lettura espressiva, ma posso garantirvi che è stato amore a prima vista.  

L’esperienza si è conclusa con il saggio finale: tre giorni di repliche il 19, 20 e 21 maggio e una quantità indescrivibile di adrenalina in corpo! Ho vissuto momenti di scoraggiamento prima del debutto, quando dopo infinite prove mi sembrava di non aver raggiunto alcun risultato, ma alla fine sono riuscita a trovare il ritmo insieme agli altri attori e sono partita! Il teatro è un lavoro di sinergia in cui l’entusiasmo della compagnia e il sostegno reciproco sono fondamentali – si condividono emozioni intense, sguardi senza parole, la gioia di avercela fatta…e anche una bella cena tutti insieme al termine dello spettacolo!

Che dirvi? Non vedo l’ora che arrivi di nuovo ottobre per iniziare il secondo anno!

In tutto questo, se il blog potesse parlare protesterebbe a gran voce per lo stato di abbandono in cui versa da più di un mese, e sono qui per rimediare e riportarlo agli antichi splendori.

Vi lascio una ricetta leggera leggera per mangiare bene anche con il gran caldo delle ultime settimane. Ingredienti per 2 persone

120 g di pappardelle senza uova

un hg di prosciutto cotto

un bicchiere di latte di soia

un cedro o un limone bio della Costiera Amalfitana

Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi

sale

Per prima cosa, la preparazione delle pappardelle profumate al cedro richiede di mettere a bagno questo agrume poiché dovrete usarne la buccia.

Passate al minipimer il prosciutto tritato con il succo di mezzo cedro e un cucchiaio di latte di soia. Aggiustate di sale e versate la crema ottenuta in una padella con il resto del latte.

Mescolate e fate addensare, aggiungendo la scorza di cedro grattugiata e ridotta a fili sottili con l’aiuto di un rigalimoni non appena il sugo avrà raggiunto una certa consistenza.

Cuocete le pappardelle in acqua salata e versatele in una zuppiera che avrete posto per qualche minuto sulla pentola con l’acqua in ebollizione per riscaldarla. Mescolate bene per amalgamare il sugo e servite con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

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RISOTTO ALLE RAPE ROSSE

Non festeggeremo San Valentino perché, come forse sapete già, non siamo grandi fan di questa ricorrenza.

Il risotto alle rape rosse, con il suo bel colore che ricorda la passione e i tanti cuori che punteggiano le vetrine dei negozi, è comunque il mio modo per dire a Luca “Sono qui per te ogni giorno”.

RISOTTO ALLE RAPE ROSSE

Ingredienti per 2 persone

160 g di riso Carnaroli

mezzo litro di brodo vegetale preparato con sedano, carota e cipolla

una rapa rossa grande

100 g di formaggio di riso spalmabile (per me Strachicco)

un pizzico di curcuma

uno scalogno

un ciuffo di prezzemolo

olio evo

una manciata di parmigiano

sale

Sbucciate la rapa, tagliatela in quattro parti e cuocetela in acqua bollente.

Preparate il brodo vegetale con le verdure.

Passate la rapa al minipimer con un po’ della sua acqua di cottura e un filo d’olio, ottenendo una crema.

Soffriggete lo scalogno e tostatevi il riso.

Aggiungete il brodo vegetale e a metà cottura anche la crema di rapa. Insaporite con sale e curcuma.

A cottura quasi ultimata mantecate con il formaggio di riso e una manciata di parmigiano.

Lasciate riposare per qualche minuto e servite con foglioline di prezzemolo tagliate con le forbici.

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CECI E LINGUINE comfort food

Nei primi pensieri che avevo formulato per questo nuovo anno non vi era certo spazio per notizie tanto tristi come quelle che ci è toccato in sorte di sentire nelle ultime settimane.

Ho cucinato molto, come sempre accade in momenti difficili – come una sfida per contrastare la perdita e la sfortuna, anche se la mia sfida serve effettivamente a poco e non spiega l’abbattersi cieco del destino. Il pensiero però è tutto lì e mi convince a non lamentarmi se qualcosa di piccolo nella mia vita va storto. E’ una lezione di rispetto e dignità di cui fare tesoro, ma vorrei averla imparata senza che le mie orecchie avessero scontrarsi con parole di tristezza.

CECI E LINGUINE comfort food

Ingredienti per 2 persone

150 g di linguine o tonnarelli

100 g di ceci secchi

tre acciughe

una cipolla piccola

tre foglie di alloro

tre rametti di rosmarino

olio evo

sale

Mettete a bagno i ceci per una notte, e il giorno dopo cuoceteli in acqua bollente con un rametto di rosmarino e una foglia di alloro. Io non ho la pentola a pressione e per la cottura dei ceci ho calcolato un’ora e mezza circa.

Scolate i ceci tenendo da parte l’acqua di cottura.

Preparate un brodo vegetale con sedano e carota.

Tritate una cipolla e fatela soffriggere in poco olio. Versate i ceci nel soffritto, aggiungete le acciughe, i rametti di rosmarino e le foglie di alloro, salate e insaporite sul fuoco per una decina di minuti.

Cuocete le linguine nel brodo vegetale e nell’acqua di cottura dei ceci, tenendone da parte un po’.

Quando le linguine sono pronte, scolatele e versatele nella padella con i ceci, allungando con un goccio di acqua di cottura. Mescolate bene e fate saltare.

Servite ceci e linguine ben caldi con un filo di olio extravergine e una foglia di alloro.

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ATMOSFERA DI DICEMBRE – ZUPPA DI CIPOLLE ALLA FRANCESE

Il conto alla rovescia è iniziato. Domani cominceremo nel pomeriggio a preparare tovaglia e segnaposti, con i bicchieri e i piatti scintillanti, in attesa degli ospiti. E’ il mio primo Natale da sposata e tutto ha un significato particolare!

Sono anche riuscita ad organizzarmi per tempo con l’acquisto dei regali e non dovrò correre in cerca di idee. Mi prendo una pausa per stare in famiglia nei prossimi giorni, ce n’è davvero bisogno.

Buon Natale e Buon Anno a tutti voi.

 ZUPPA DI CIPOLLE ALLA FRANCESE (Scuola di cucina)

Ingredienti per una teglia grande o 12 monoporzioni:

800 g di cipolle bionde

40 g di burro

80 g di farina

1,5 litri di brodo vegetale

100 g di gruyère

sale

fette di pane casereccio tostate

La ricetta di oggi contiene tutto ciò che io non posso mangiare. Mi auguro che voi lettori non abbiate intolleranze e possiate godervi il sapore sublime di questa zuppa. A me bastano il profumo delizioso di cipolle e burro che riempie la cucina, e letteralmente incollarmi al vetro del forno a guardare il formaggio che si scioglie…Preparo la zuppa di cipolla una volta l’anno e faccio felice chi la mangerà. Se non è amore per il cibo questo 😉

Affettate le cipolle sottilmente e stufatele con 40 g di burro fino a quando non diventeranno trasparenti.

Aggiungete la farina setacciata e cuocete per qualche minuto. Unite il brodo bollente a filo e cuocete a fuoco lento per mezz’ora – tre quarti d’ora circa, regolando di sale. Dovrà formarsi una crema.

In una teglia che possa andare in forno (oppure nelle cocottine se decidete di servire la zuppa in monoporzioni), fate uno strato di pane tostato, versate sopra la zuppa e cospargete di formaggio grattugiato. Passate a gratinare in forno per venti minuti circa e servite caldissimo. 

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L’APPETITO VIEN VIAGGIANDO

L’ispirazione arriva a volte viaggiando. 
Non sono una grande frequentatrice di ristoranti ma almeno una volta durante una vacanza mi piace provare il cibo del posto, e al ritorno riproporne una versione più casalinga ma molto evocativa, capace di scatenare un turbine di ricordi. Avete già letto dei crostini al sugo scappato, o degli spaghettoni con le chips di topinambur, ora è tempo di una pasta che ci riporta al bel mare di Ischia. 
A proposito, il ristorante è “Cantinando” di Casamicciola Terme. Io e Luca l’abbiamo trovato un piccolo paradiso per la gentilezza e la competenza dei giovani proprietari, la qualità delle materie prime, la cura nella presentazione.
 
FUSILLI SENATORE CAPPELLI CON SUGO DI TOTANI E CROCCANTE DI NOCCIOLE
 
Ingredienti per 2 persone
 
150 g di fusilli Senatore Cappelli
6 totani freschi
una cipolla
un mazzetto di prezzemolo
uno spicchio d’aglio
salsa di pomodoro
20 nocciole
olio evo
Tritate finemente cipolla, aglio e prezzemolo e soffriggeteli in padella con olio a fuoco dolce fino a ridurli quasi in crema. Coprite la padella con un coperchio per conservare i profumi.
Pulite i totani. Svuotateli delle interiora e della sacca con il nero, tagliate la testa con i ciuffi e lavate bene sotto l’acqua corrente per togliere ogni impurità. Tagliate i totani a pezzi non troppo piccoli.
Aggiungete il pomodoro al soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo. Aggiungete anche i totani.
Fate cuocere per almeno venti minuti. Il sugo di totani sarà pronto quando la salsa di pomodoro inizierà a rapprendersi un poco e tutto il sugo avrà un bel colore rosso scuro.
Non esagerate con il sale perché il sugo è già saporito di per sé, consiglio di assaggiarlo mentre cuoce per verificare il sapore.
Tostate le nocciole in un padellino, levate la pellicina e tritatele grossolanamente.
Cuocete i fusilli al dente.
Servite i fusilli con il sugo di totani e una spolverata di nocciole croccanti.
Una delizia!
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TEMPO DI ZUCCHE, TEMPO DI PROGETTI

Le zucche, con il loro bell’arancione brillante, sono quelle viste alla Fiera delle piante e degli animali perduti di Guastalla (RE) lo scorso 24 e 25 settembre, e parlano già la lingua di vento e foglie dell’autunno.

I progetti sono due, uno mio e uno  di Luca: corso di teatro per la sottoscritta, corso di assaggiatore di vini per Luca. Abbiamo voglia di scoprire mondi nuovi, prendere confidenza con la voce e con le persone che incontreremo – e magari abbinare un vino ai piatti che posterò in futuro, anche se non fa parte del programma…
A proposito della ricetta, alla fiera abbiamo comprato il castelmagno del caseificio La Poiana di Pradleves (CN) e il riso Carnaroli coltivato, lavorato e confezionato dalla società agricola “Corte Motta” della famiglia Cornacchia di Gazzo Bigarello (MN).

RISOTTO AL CASTELMAGNO E NOCI

Ingredienti per 2 persone

160 g di riso Carnaroli

50 g di formaggio castelmagno di media stagionatura

10 noci

brodo vegetale con sedano, carota e cipolla

mezza cipolla per il soffritto

olio evo

sale

Preparate il brodo vegetale con un gambo di sedano, una carota e una cipolla.

Soffriggete nell’olio d’oliva una mezza cipolla tagliata fine e lasciatela imbiondire. Aggiungete il riso Carnaroli e tostate.

Bagnate con il brodo vegetale e procedete con la cottura del riso, mescolando di tanto in tanto.

Tritate grossolanamente le noci e versatele nel risotto, ricordando di tenerne due da parte per la decorazione.

Salate e unite il castelmagno sbriciolato a fine cottura del riso, facendolo mantecare bene.

Servite ben caldo con le noci e qualche briciola di castelmagno come guarnizione.

Nelle due giornate della fiera le piazze e le vie del centro di Guastalla sono lo scenario privilegiato per la scoperta di fiori, alberi da frutto e piante ornamentali esposti al rischio di estinzione rispetto a varietà maggiormente produttive. L’allestimento è simile a quello delle antiche fiere: espositori provenienti da ogni parte d’Italia propongono varietà e specie antiche del mondo vegetale spesso dimenticate, oltre ad un grande mercato di sementi, frutti, ortaggi. E’ uno spettacolo emozionante fatto di forme, colori e profumi inebrianti,con orchidee, rose, iris, dalie, aster, erbacee perenni, graminacee ornamentali e persino piante acquatiche! Accanto a loro sono presenti frutti antichi dai sapori unici come l’uva fogarina, la prugna zucchella di Lentigione, il melo campanino e grani antichi. Mostre pomologiche sono allestite per far conoscere frutti dimenticati come mele, pere, uva, fichi. 


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Pennette aromatiche con tartare di tonno, semi di finocchio, zenzero e olive nere

Metti un pomeriggio soffocante d’estate nella casetta fuori città, a leggere un romanzo in inglese e a sfogliare vecchie riviste di cucina per trovare idee, mentre Luca è alle prese con i suoi scatti da sistemare. Ecco un’idea facilissima e molto fresca!
 
Ingredienti per 2 persone
160 g di pennette
una confezione di tartare di tonno
succo di un limone bio
una ventina di olive nere Riviera
zenzero in polvere
semi di finocchio
olio evoCuocete le pennette in acqua bollente salata. Preparate il sugo. Marinate per una ventina di minuti la tartare di tonno nel succo di limone, ponetela nella zuppiera che userete per le pennette e unite le olive, i semi di finocchio e lo zenzero. Condite con un filo d’olio.
Scolate le pennette, versatele nella zuppiera, mescolate bene con la tartare di tonno e servite.

Zuppiera Maison et Cadeaux
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Fusilli d’estate

Il gran caldo scoppiato d’improvviso richiede piatti freschi e veloci e mi fa diventare la migliore acquirente del mercato contadino a caccia di frutta e verdura. Dopo la frenesia di fine scuola, mi dedico con più calma a me stessa, alla mia famiglia e ai preparativi per le nozze…Succede proprio a noi?
 
FUSILLI D’ESTATE
Ingredienti per 3 persone
300 g di fusilli
250 g di pomodorini
20 foglie di basilico
due spicchi d’aglio
latte di soia
pane grattugiato
parmigiano o pecorino stagionati
origano
pinoli
olio evo
sale
Lavate i pomodorini e divideteli in quarti eliminando i semi. Passateli in padella con olio, aglio e origano e lasciate riposare coperto.
Frullate le foglie di basilico con l’aglio, il latte di soia e un cucchiaio d’olio. Otterrete un pesto liquido che andrete a rendere consistente con l’aggiunta di pane grattugiato e parmigiano o pecorino stagionati, fino a che il pesto avrà perso il retrogusto amarognolo dato dal basilico.
Tostate i pinoli in un padellino.
Fate bollire l’acqua salata per i fusilli e riscaldate nel frattempo la zuppiera, nella quale avrete versato il pesto.
Quando i fusilli saranno giunti a cottura, scolateli e poneteli nella zuppiera con il pesto. Aggiungete i pomodorini e mescolate. Appena prima di servire aggiungete anche i pinoli e abbondante parmigiano.
Decorate con qualche foglia di basilico appena colta.
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Penne con fave, maggiorana e lardo di Arnad

Dedico questa ricetta a me e a tutte le donne con il loro coraggio, la loro bellezza e la passione che mettono in quel che fanno – alle bambine che schiuderanno i loro sogni per diventare donne, a quelle che portano i segni dell’età sul corpo ma mantengono lo spirito saldo. Sono fiera del mio amore per i dettagli e delle mie piccole manie, della mia casa piena di teiere, delle volte in cui me la prendo per difendere qualcuno o per un’ingiustizia, e sono fiera di avere amiche donne che comprendono come mi sento – tutti i giorni dell’anno!
 
Ingredienti per 2 persone
140 g di penne
400 g di fave fresche, peso con i baccelli
tre fettine di lardo di Arnad
maggiorana
aglio
due cucchiai di olio d’oliva
sale
Sgusciate le fave fresche e cuocetele in acqua bollente. Scolatele, togliete le bucce e passatele in una padella in cui avrete fatto scaldare l’olio con uno spicchio d’aglio. Levate l’aglio, insaporite e aggiungete la maggiorana e il lardo di Arnad tagliato a tocchetti o a piccole strisce sottili. Aggiustate di sale.
Cuocete le penne al dente e dopo averle scolate versatele nella padella con le fave, la maggiorana e il lardo.
Servite subito. Se vi piace, potete aggiungere una grattugiata di pecorino stagionato, io non l’avevo in casa ma trovo che stia molto bene.
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Dove si parla di ricette, letture, pioggia e sentimenti

E’ un giorno come un altro, questo, di sonno arretrato, pioggia fuori dalla finestra e pentole messe a sobbollire lentamente – è un giorno speciale come ogni giorno porta con sé stupore, meraviglia, guizzi negli sguardi e passaggi di nuvole. Non è festa, o lo è sempre un poco se sappiamo prenderci cura degli altri: indossare un sorriso, arrabbiarci per far loro cambiare idea e aiutarli a scampare un pericolo, scuotere la testa e chiuderli in un abbraccio, commuoverci e sostenerli – sperare nel loro sostegno, nel loro sorriso e nelle loro arrabbiature, quando verrà il nostro turno.
Vorrei raccontare di tutte le storie d’amore che ho letto nei libri quando l’amore sembrava un miraggio lontano, e di oggi che l’amore è arrivato e i libri sono sempre lì ad accompagnarmi, nella mano libera che non stringe la mia, ma lo spazio non sarebbe sufficiente.
Bastano una canzone e un piatto cucinato con tutto il sentimento possibile, forse…

FABI – SILVESTRI – GAZZE’, L’amore non esiste

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…
Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te
L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
L’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?
Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

 

SPAGHETTONI AL PESTO DI MENTA E MANDORLE CON CHIPS DI TOPINAMBUR liberamente ispirati dal ristorante “Olina”, Orta San Giulio (NO)
Ingredienti per 2 persone
160 g di spaghettoni
una ventina di mandorle
dieci foglie di menta
mezzo topinambur
latte di soia
parmigiano
olio evo
Sgusciate le mandorle e tritatele nel mortaio con le foglie di menta ben lavate e asciugate. Otterrete un pesto piuttosto denso che aggiusterete di sapore e consistenza con latte di soia, un goccio d’olio e una manciata di parmigiano.
Tagliate il mezzo topinambur a fettine e friggetelo in olio d’oliva caldo fino a doratura.
Cuocete gli spaghettoni in acqua salata e conditeli con il pesto di menta e mandorle e le chips di topinambur.
Alcune note:
Le ottime mandorle che ho usato vengono dalla Puglia e sono un regalo di una delle mie più care amiche. Non ho tolto la pellicina esterna dalle mandorle ma il gusto non ne ha risentito.
Come già accennato nel titolo della ricetta, ho assaggiato questo primo piatto una settimana fa in un ristorante durante una gita a Orta San Giulio e ho subito deciso di reinterpretarlo.
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